Piemmeti: a Progetto Fuoco 2020 prove tecniche per future alleanze Italia-Spagna che guardano all’America Latina.

Gettate le basi per una nuova sinergia con la fiera Expobiomasa e l’associazione Avebiom

Un roadshow extraeuropeo per promuovere un settore decisivo per il futuro energetico del pianeta, puntando su un mercato in crescita, come quello dell’America Latina. E’ questo l’intento dichiarato dalla dirigenza di Piemmeti, che si prepara ad allargare ulteriormente il proprio raggio d’azione scommettendo su una futura alleanza italo-spagnola.

Nel corso della 12esima edizione di Progetto Fuoco (19-22 febbraio, fiera di Verona), infatti, il direttore generale di Piemmeti, Raul Barbieri, assieme al coordinatore di AIEL Marino Berton, ha incontrato il direttore di Expobiomasa, Jorge Herrero, e il presidente di Avebiom, Pablo Rodero Masdemont, per gettare le basi di una nuova possibile sinergia tra il salone scaligero leader mondiale nel settore degli impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione della legna e la ‘sorella minore’ spagnola che si svolge ogni anno a Valladolid. Un tandem che vede in corsa anche l’italiana Aiel – Associazione italiana energia agroforestali (partner tecnico di Progetto Fuoco) e l’omonima associazione iberica Avebiom.

“Dopo 12 edizioni di Progetto Fuocoha dichiarato il direttore generale di Piemmeti, Raul Barbieri e i risultati record raggiunti quest’anno con 800 espositori arrivati da ogni latitudine, abbiamo deciso di allargare ulteriormente i nostri orizzonti non solo per continuare a crescere e garantire al settore della biomassa una piattaforma di riferimento a livello globale, ma anche per rafforzare la componente business. Ciò significa che, accanto alla nostra comprovata esperienza nel portare in Italia i più importanti produttori a livello internazionale, è giunto il momento di esportare il nostro know how e arrivare direttamente nei principali mercati di riferimento e in quelli emergenti con azioni mirate di promozione, informazione e formazione. Non a caso abbiamo deciso di scommettere su nuove possibili sinergie e su paesi dal forte potenziale di sviluppo, a partire dall’unione con  Expobiomasa e dall’America Latina, che auspichiamo possano portare a ulteriori alleanze per il futuro”.        

Progetto Fuoco 2020 
chiude con 60.000 operatori professionali, di cui il 30% stranieri

Con il nuovo format business-oriented la manifestazione si conferma piattaforma leader al mondo per il settore del riscaldamento a biomassa

Blucomb vince la prima edizione di Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award. Alla belga Sûti Design & Utility il premio del pubblico.


Si è chiusa oggi la dodicesima edizione di Progetto Fuoco con 60mila operatori professionali, di cui il 30% stranieri, con presenze in crescita da Francia, Germania, Spagna, Belgio e Russia. Un importante risultato, a cui si affianca l’elevato grado di soddisfazione degli 800 espositori presenti alla Fiera di Verona con i loro 3500 prodotti in mostra. La rassegna internazionale dedicata agli impianti e alle attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione si conferma dunque piattaforma leader al mondo per il business e l’aggiornamento del settore, grazie all’indiscussa qualità dell’offerta e del programma convegnistico che ha visto in prima linea le principali associazione di categoria, a partire da Aiel – Associazione Italiana Energie Agroforestali (partner tecnico della manifestazione).

Risultati positivi per un modello di business sostenibile

 “Il risultato decisamente positivo di questa 12^ edizione di Progetto Fuoco insieme a Eco House Expodichiara Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere conferma la scelta di Veronafiere di puntare sullo sviluppo di modelli di business sostenibili ed in linea con gli obiettivi europei del Green New Deal. Dal punto di vista commerciale, si sono rivelati vincenti il nuovo format business-oriented concentrato in quattro giornate, gli eventi di formazione, la valorizzazione delle start-up e gli investimenti per l’incoming di buyer in collaborazione con ICE-Agenzia che ci hanno permesso di avere in fiera oltre il 30% degli operatori dall’estero”.

Una grande vetrina per un comparto dalla grande vitalità

 “In questi quattro giorni di fieraha detto Raul Barbieri, direttore generale di Piemmeti, la società di Veronafiere che organizza Progetto Fuocoil comparto ha dimostrato una grande vitalità, dando risposte concrete sul fronte ambientale, economico e innovativo e dimostrandosi pronto a scommettere su nuove strategie per il futuro. Contro le visioni distorte che ancora colpiscono il nostro comparto, le aziende hanno prontamente fornito soluzioni all’avanguardia in linea con la richiesta crescente di prodotti sempre più sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico e dei risparmi. In più, con la prima edizione di Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award abbiamo lanciato un ulteriore sfida improntata sulla ricerca e lo sviluppo di progetti e idee tecnologicamente avanzati che guardino ad un miglioramento ulteriore della qualità dell’aria e delle performance degli apparecchi. Internazionalizzazione, promozione, comunicazione e affari sono stati infine gli altri quattro asset su cui abbiamo fortemente lavorato per fare ancora una volta di Progetto Fuoco la piattaforma decisiva per il comparto a livello globale”.     

L’innovazione sotto i riflettori

E proprio sul fronte dell’innovazione, particolare attenzione è stata dedicata alle giovani realtà imprenditoriali d’Europa, protagoniste del nuovo Innovation Village che ha debuttato quest’anno insieme al Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award. Un premio, quest’ultimo, promosso da Progetto Fuoco e Blum, in collaborazione con Aiel, che ha visto in gara alcune delle migliori startup del settore del riscaldamento e dell’energia prodotta dalla legna. Ad aggiudicarsi il primo posto in assoluto è stata la Blucomb di Udine con i suoi bruciatori pirolitici a pellet brevettati che non richiedono controlli elettronici, parti meccaniche in movimento e nemmeno la corrente elettrica e che riducono significativamente le emissioni inquinanti, garantendo livelli di CO e di particolato molto più bassi di qualsiasi altra combustione tradizionale. E’ stata invece la stufa intelligente e a portata di app, progettata dalla startup belga Sûti Design & Utility, a conquistare il premio del pubblico per la sua facilità di gestione e il suo particolare design. 

Appuntamento al 2022 ma non solo

L’appuntamento con la prossima edizione di Progetto Fuoco a Veronafiere, promossa da Piemmeti, è nel 2022. E intanto sono già definite le date di Italia Legno Energia, in programma alla Fiera di Arezzo dal 4 al 6 febbraio 2021 sempre sotto la regia di Piemmeti.

Info: Piemmeti SpA
Via San Marco 11/c – 35129 Padova
info@piemmetispa.com

La startup Blucomb vince la prima edizione di Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award

L’innovazione nel settore fuoco ha una nuova stella: è Blucomb

La startup di Udine è la vincitrice della prima edizione di Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award, il premio internazionale dedicato all’innovazione nei settori del riscaldamento e dell’energia prodotti dalla legna e dalle biomasse, promosso da Progetto Fuoco e Blum, in collaborazione con Aiel – Associazione Italiana Energie Agroforestali. Il verdetto è stato pronunciato da una giuria formata da dieci esperti il 22 febbraio, giornata conclusiva della dodicesima edizione di Progetto Fuoco alla Fiera di Verona. In gara c’erano 12 aziende innovative – dieci italiane, una francese e una belga – selezionate tramite una call internazionale e ospitate nel primo Give Me Fire Innovation Village al Padiglione 9 del salone scaligero. Blucomb si è aggiudicata un premio consistente in servizi per un valore di 15 mila euro, tra cui postazioni gratuite in uno stand alla quarta edizione di Italia Legno Energia, l’evento promosso da Progetto Fuoco alla Fiera di Arezzo dal 4 al 6 febbraio 2021, e all’edizione 2022 di Progetto Fuoco alla Fiera di Verona.

Un bruciatore a microgassificazione per una maggiore efficienza e basse emissioni

Blucomb è un bruciatore a microgassificazione per stufe a pellet che garantisce grande efficienza e basse emissioni. Ciò è possibile perché suddivide la combustione in due parti: prima trasforma il combustibile in carbone e gas, e solo successivamente li brucia, il tutto senza il bisogno di utilizzare energia. Una storia che affonda le radici nei laboratori dell’Università di Udine, di cui Blucomb nasce come spin-off nel 2012: per un progetto con il professor Alessandro Peressotti sono stati realizzati dei fornelli migliorati per la cottura dei cibi nei Paesi in via di sviluppo, da cui è nato poi l’attuale bruciatore. Nell’ambito di progetti internazionali, Blucomb insegna alle popolazioni locali di alcuni paesi dell’Africa occidentale (Ghana, Togo, Sierra Leone, Camerun, Burundi, Zimbabwe, Etiopia) come costruire il fornello con materiali e tecnologie disponibili in loco.

L’innovazione sotto i riflettori a Progetto Fuoco

«La prima edizione di Give Me Fire ha mantenuto le promesse – commenta Raul Barbieri, direttore generale di Piemmeti, la società di Veronafiere che organizza Progetto Fuoco -, scattando la fotografia di un settore in cui la competizione si gioca sempre più sull’innovazione di prodotto, dalla ricerca di minori emissioni e maggiori rendimenti fino a una concezione di design in linea con le tendenze della contemporaneità».

Un nuovo modello di business

«È stata una bella sfida – aggiunge Luca Barbieri di Blum –, iniziata con un’intensa attività di scouting e maturata attraverso il programma del Give Me Fire Innovation Village nel corso di Progetto Fuoco. Un’esperienza da cui anche chi non è stato premiato si porta a casa qualcosa: i contatti con potenziali clienti e partner industriali possono essere preziosi, come gli scambi di idee con esperti e colleghi startupper».

La tecnologia del calore

«Il nostro brevetto consiste in una camera di reazione che mette ordine nelle reazioni che ci sono all’interno della combustione – dice il fisico Carlo Ferrato, co-founder di Blucomb -. Dividiamo la combustione in due fasi: trasformiamo prima il pellet in carbone e in gas combustibile e, in una seconda fase, trasformiamo il carbone in gas combustibile e cenere. Questo consente di produrre un gas infiammabile che viene poi miscelato all’aria per ottenere combustioni molto pulite rispetto alle stufe a pellet tradizionali, che non differenziano le fasi e bruciano tutto assieme. A differenza di queste ultime, inoltre, Blucomb funziona senza corrente elettrica. Siamo partiti con l’Università di Udine: con il professor Alessandro Peressotti della facoltà di Agraria abbiamo realizzato dei fornelli migliorati per la cottura dei cibi nei Paesi in via di sviluppo. Abbiamo adattato quella soluzione alle stufe domestiche e alle piccole caldaie. Tutti i nostri bruciatori permettono di ottenere combustioni con valori emissivi ottimi, e si possono applicare alle stufe tradizionali migliorandone di molto l’efficienza, grazie all’adattabilità in termini di durata della combustione e di potenza».

Il premio del pubblico

Il premio del pubblico, assegnato dai visitatori dello stand che hanno compilato centinaia di schede inserendole nelle apposite urne, è stato assegnato a Sûti Design & Utility, brand di stufe a pellet caratterizzate da un design particolare e da un’alta tecnologia, creato dall’azienda belga Distri & Design.

Le altre start up premiate

Tra le 12 startup in gara la giuria ha selezionato tre semifinaliste: sul podio, oltre a Blucomb, hanno trovato posto sono Pyro & Tech – startup di Villa di Tirano (Sondrio) che ha realizzato il sistema Hybrid che coniuga i vantaggi di un micro cogeneratore con quelli di una caldaia a biomassa – e Black Box Green – startup di Fiorano Modenese (Modena) che propone un sistema di monitoraggio, analisi e controllo per la corretta efficienza energetica del sistema di combustione o gassificazione di biomasse che si può gestire tramite cloud.

Presentata a Milano Progetto Fuoco 2020


RISCALDAMENTO A BIOMASSA, SETTORE IN CRESCITA CHE CONTRIBUISCE AD ABBATTERE POLVERI E CO2
A PROGETTO FUOCO 800 ESPOSITORI E L’INNOVAZIONE DELLE STARTUP 

Presentata a Milano, nella suggestiva cornice della Dream Factory, la 12° edizione di Progetto Fuoco, il più importante appuntamento al mondo dedicato al riscaldamento a biomassa.

Un settore in ottima forma che genera posti di lavoro e buone pratiche: il riscaldamento a biomassa e legna vede nell’Italia un polo d’eccellenza a livello mondiale. A Progetto Fuoco (19-22 febbraio, Fiera di Verona) sono attesi 75mila visitatori da oltre 70 Paesi del mondo e 800 espositori (per il 40% esteri) che presenteranno le migliori tecnologie che stanno contribuendo all’abbattimento di polveri e CO2. Un settore vivo e dinamico con una spiccata sensibilità ambientale, che per il primo anno si contaminerà con le idee e le tecnologie proposte da 12 startup europee che competono per la prima edizione di Give Me Fire Startup Award.

Ne hanno parlato Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, presidente e direttore generale di Verona Fiere Spa, Raul Barbieri, direttore generale di Piemmeti SpA, la società di Veronafiere che organizza Progetto Fuoco, Marino Berton, consulente strategico AIEL e Luca Barbieri, coordinatore dell’iniziativa Give Me Fire Startup Award.

Progetto Fuoco è la più importante fiera di impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione della legna, e si svolge ogni due anni alla Fiera di Verona. All’ultima edizione, nel 2018, hanno partecipato oltre 71 mila visitatori, dei quali 15 mila stranieri provenienti da 70 Paesi, e 782 aziende espositrici, di cui 322 estere provenienti da 40 Paesi. https://www.progettofuoco.com/

Blum. Business as a medium

Giulio Todescan

giulio.todescan@blum.vision

+39.344.2930701

Biomasse, polveri sottili. Per migliorare la qualità dell’aria il futuro passa dalle energie rinnovabili, non dal petrolio

BIOMASSE, POLVERI SOTTILI

PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’ARIA IL FUTURO PASSA DALLE ENERGIE RINNOVABILI, NON DAL PETROLIO

L’inquinamento atmosferico è in questi giorni al centro del dibattito e gli elevati livelli di polveri sottili nell’aria, complice l’alta pressione e l’assenza di vento, hanno richiamato provvedimenti di limitazione del traffico fino ai diesel euro 6, come a Roma. Ma anche il riscaldamento a biomassa legnosa, legna e pellet, è stato additato da più parti come principale responsabile dell’emergenza smog.

È necessario però fare chiarezza ed evitare di diffondere informazioni distorte o parziali che non propongono soluzioni concrete e credibili.

In questi giorni opinionisti, ricercatori dal mondo scientifico o portatori di interessi, si sono espressi in modo categorico citando dati ed esprimendo opinioni incomplete e talvolta fuorvianti.

Si cita, infatti, da più parti che negli ultimi anni c’è stato un aumento dei consumi di legna e pellet.

Non è così. L’ultimo Rapporto Statistico GSE1 attesta che negli ultimi 6 anni il consumo di legna e pellet nel settore residenziale è rimasto sostanzialmente stabile e a livello regionale una indagine di Arpa Veneto2 del 2013 ha registrato un calo dei consumi di legna rispetto al 2006 di ben 260.000 tonnellate. Chi afferma il contrario è evidentemente disinformato.

Da alcune parti si parla di un boom nell’aumento del numero di generatori a legna e pellet.

Anche in questo caso si tratta di un dato inesatto. I dati dell’Osservatorio AIEL attestano come il numero dei generatori sia addirittura in leggero calo passando da 9,4 milioni di generatori nel 2014 a 9,1 nel 2018.

Anche a livello regionale si conferma questo trend, Arpa Lombardia ha rilevato che nell’arco di 8 anni dal 2008 al 2015 i generatori sono rimasti intorno alle 600.000 unità, mentre Arpa Veneto ha rilevato solo un lieve incremento dell’1% dal 2006 al 2013 (672.000).

La qualità dell’aria è peggiorata in questi ultimi anni?

No, anzi. Lo dice l’Agenzia Europea per l’ambiente che attesta negli ultimi 30 anni un generale miglioramento della qualità dell’aria. Ad esempio nella città di Milano nel 2005 i giorni oltre i limiti consentiti furono 152, mentre nel 2019 sono stati solo 72. Nelle serie storiche il picco massimo nel capoluogo lombardo fu di 309 microgrammi/metro cubo nel 2002 contro i 107 del 2019 (dati Arpa Lombardia3).

Certo la situazione di questi giorni è critica ma la serie di provvedimenti degli ultimi anni sta dimostrando un generale miglioramento della qualità dell’aria.

Sono state adottate infatti misure strutturali, e non emergenziali, in molte regioni ed in particolare in quelle del bacino padano, che hanno sancito per legge di non poter utilizzare generatori a 2 stelle4 a partire dal 2018 e a 3 stelle a partire dal 1° gennaio di quest’anno, stiamo parlando di almeno 1 milione di generatori solo nel Bacino Padano! In questo modo si contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e orienta i consumatori a scegliere tra i ben oltre 2.600 modelli di generatori più virtuosi a 4 e 5 stelle nell’ambito della certificazione ariaPulita.

Ma chi controlla che queste norme vengano rispettate?

AIEL chiede da anni che siano previsti rigorosi controlli affinché i limiti di utilizzo per le classi qualitative di apparecchi a biomasse meno virtuose vengano rispettati e vengano implementati i catasti regionali degli impianti termici attraverso i quali è possibile anche garantire le periodiche manutenzioni agli apparecchi per assicurarne i livelli ottimali di funzionamento. In questo modo si contribuisce anche a rendere più responsabile l’utente finale che, con l’utilizzo quotidiano del generatore, svolge un ruolo determinante nel mantenere minimi i livelli di emissione. Su questi temi abbiamo sottoscritto un Protocollo con il Ministero dell’Ambiente nel 2018.

La quota di emissioni imputabile alla combustione di biomasse legnose è aumentata?

No, anche questa affermazione non è corretta. Le rilevazioni di Arpa Lombardia danno evidenza che dal 2010 al 2015 le emissioni di PM dalla combustione di biomasse in Regione Lombardia sono diminuite di circa il 30%. Anche una indagine condotta da Arpa Veneto ha confermato una riduzione del 20% delle PM prodotte da legna e pellet dal 2006 al 2013. Questo grazie al “turnover tecnologico”, ovvero alla sostituzione dei vecchi apparecchi con generatori sempre a biomasse ma più performanti dal punto di vista tecnico‐ambientale.

Questo dato è sufficiente per garantire al 40% della popolazione italiana che vive nel bacino padano di respirare un’aria pulita?

No, bisogna fare molto di più sia sul fronte della mobilità sostenibile sia sul fronte del riscaldamento domestico accelerando la transizione dai combustibili fossili a tutte le fonti rinnovabili. E il settore del riscaldamento domestico a biomasse si è fatto parte diligente nei confronti del problema investendo in ricerca e innovazione tecnologica per rendere sempre più efficienti gli apparecchi e ridurne le emissioni. I risultati ottenuti sono stati oggetto di una ricerca da parte di Altroconsumo, prestigiosa rivista del mondo consumeristico, che ha effettuato prove di laboratorio indipendenti su apparecchi a legna e pellet a 4 stelle con cicli di funzionamento reale, incluso accensione e spegnimento, dimostrando come le emissioni di polveri da parte dei generatori a legna e pellet si riducono da 4 a 8 volte rispetto ai fattori di emissione utilizzati dall’inventario ufficiale Inemar, ovvero i livelli di emissione medi del parco installato.

Bisogna quindi togliere gli incentivi al settore del riscaldamento a biomasse?

Se vogliamo migliorare la qualità dell’aria bisogna fare esattamente il contrario. È necessario intensificare l’impegno a incentivare la sostituzione dei vecchi e obsoleti apparecchi a legna e pellet con nuovi e moderni generatori che garantiscono elevati livelli di efficienza energetica e basse emissioni di polveri. E come? Con l’incentivo Conto Termico. E i primi risultati sono già apprezzabili. Nel 2017, a fronte di poco più di 23.400 interventi di sostituzione incentivati, è stato possibile ottenere una riduzione pari a 1.100 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 80.000 tonnellate annue di CO2 equivalente (Gse, 2018). Nel 2018, a fronte di un raddoppio degli interventi di sostituzione (pari a poco più di 46.000) è ragionevole affermare un raddoppio anche dei benefici ambientali derivanti, ossia una mancata emissione in atmosfera di 2.200 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 160.000 tonnellate annue di CO2 equivalente.

AIEL, Associazione Italia Energie Agroforestali, sostiene, infine che sia fondamentale che tutti gli incentivi alle biomasse legnose siano finalizzati esclusivamente ai generatori di qualità con alti rendimenti e basse emissioni, come già previsto dall’Accordo interministeriale sottoscritto a giugno 2019 nel corso del Clean Air Dialogue.

La soluzione quindi è il GPL al posto delle biomasse?

I rappresentanti del mondo petrolifero dicono che la soluzione, alternativa alle biomasse legnose, sia il GPL, ovvero il Gas di Petrolio Liquefatto in quanto pulito a zero polveri, ma fingono di dimenticare che i principali responsabili del cambiamento climatico a scala planetaria sono proprio i combustibili di origine fossile che emettono il principale gas climalterante che è la CO2. Per ogni megawattora di energia primaria prodotta, il gasolio emette in atmosfera 326 kg di CO2 equivalente, il GPL 270 kg di CO2 equivalente, il metano 250 kg di CO2 equivalente, il pellet solo 29 kg di CO2 equivalente, la legna da ardere 25 kg di CO2 equivalente.

Anche i nostri vicini europei vanno in direzione diametralmente opposta a quella delle fonti fossili. Il Governo austriaco ha recentemente deciso di vietare l’installazione di caldaie a gasolio nelle nuove costruzioni.

Progetto Fuoco 2020: innovazione e lotta all’inquinamento atmosferico i focus della 12° edizione

Presentazione nell’ambito del convegno promosso da AIEL e Progetto Fuoco, in collaborazione con il GSE, “Conto Termico e Certificati Bianchi per lo sviluppo sostenibile dell’energia termica da biomasse legnose”.

PROGETTO FUOCO 2020: INNOVAZIONE E LOTTA ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO I FOCUS DELLA 12^ EDIZIONE

Giovedì 12 dicembre a Verona, Piemmeti presenta tutte le novità del salone leader mondiale nel settore degli impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione della legna. Un comparto che in Italia vale 5 miliardi di euro e conta 14mila imprese con oltre 72mila impiegati.

Una dimensione sempre più internazionale, una maggiore propensione all’innovazione tecnologica per il miglioramento della qualità dell’aria, un profilo ancora più business oriented. Sarà all’insegna della crescita l’edizione 2020 di Progetto Fuoco, il salone leader mondiale nel settore degli impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione della legna che dal 19 al 22 febbraioriunirà a Veronafieregli stati generali della filiera, per fare il punto su un comparto che solo in Italia vanta un giro d’affari di 5 miliardi di euro e conta 14mila imprese con oltre 72mila impiegati.

Centinaia, 800 nello specifico, gli espositori presenti (di cui il 40% stranieri in arrivo da 40 Paesi); più di 3.500 i prodotti in mostra (di cui 300 funzionanti); 8 i padiglioni per un totale di 130mila metri quadrati di superficie espositiva; 100 gli appuntamenti in agenda tra convegni e workshop grazie alla partnership tecnica con AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali; circa 75mila invece i visitatori attesi (di cui il 25% proveniente da 60 Nazioni) alla quattro giorni, organizzata dalla società di Veronafiere Piemmeti spa, che si preannuncia ricca di novità, a partire dalle tre nuove aree tematiche: Progetto Bosco(dedicata alla meccanizzazione forestale), EcoHouse(un intero padiglione sull’efficienza energetica nell’impiantistica e nelle costruzioni) e Give Me Fire(l’innovation village con le più avanzate soluzioni applicate al settore del riscaldamento a biomassa proposte da 12 start-up).

A presentare giovedì 12 dicembre a Veronafiere (ore 9.30, Auditorium Verdi) la 12^ edizione del salone, sarà il direttore generale di Piemmeti, Raul Barbieri, nel corso del convegno promosso da AIEL e Progetto Fuoco, in collaborazione con il GSE, dal titolo “Conto Termico e Certificati Bianchi per lo sviluppo sostenibile dell’energia termica da biomasse legnose”. Un’occasione per fare il punto, a pochi mesi dall’apertura della fiera, sull’uso corretto degli incentivi del Conto Termico, che rappresentano uno decisivo strumento per favorire il turn-over tecnologico (secondo le stime di AIEL, da questi sistemi incentivanti deriva circa il 25% delle vendite di generatori di calori alimentati con le rinnovabili legnose in Italia), e sul possibile utilizzo dei Certificati Bianchi per le termiche rinnovabili, e in particolare per le biomasse, dopo le definitiva approvazione del Decreto Crescita, convertito in Legge e pubblicato in G.U. lo scorso 29 giugno. Un ambito che sarà comunque affrontato anche durante la manifestazione fieristica, insieme ad altri temi caldi del settore, come le certificazioni, la scelta del giusto pellet, la salvaguardia e la gestione sostenibile dei boschi italiani, le novità di mercato, le nuove frontiere del design, fino a quelle del gusto grazie all’utilizzo di cucine a legna e a pellet.

“Il valore assoluto di Progetto Fuoco – ha spiegato il direttore di Piemmeti, Raul Barbieri nel corso della presentazione– non sta soltanto nei numeri record che, sulla scia del successo dell’edizione 2018, saranno ancora più importanti nel 2020. Ciò che contraddistingue questa salone è infatti la capacità di porsi come decisivo volano per l’economia della filiera legno-energia, che rappresenta la prima fonte di energia rinnovabile (il 33% in Italia e il 40% nel mondo) e la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie italiane. Allo stesso modo Progetto Fuoco si pone come potente catalizzare di attenzione verso il nostro settore: un comparto che oggi è in grado di fornire risposte concrete sul fronte della lotta all’inquinamento atmosferico, attraverso una sempre più marcata innovazione di prodotto che si traduce in minori emissioni e maggiori rendimenti. Il miglioramento della qualità dell’aria è ormai un obiettivo comune, a cui contribuiscono responsabilmente tutte le imprese di filiera e le associazioni di categoria, malgrado sussistano ancora fake news e notizie infondate che ne minano la credibilità. Non a caso, la comunicazione su larga scala sarà uno degli asset principali che caratterizzeranno la 12^ edizione del salone”.

Piemmeti ha previsto infatti per Progetto Fuoco 2020 un massiccio investimento sui principali canali d’informazione, spaziando dalla radio (con le dirette in fiera di Radio24) ai più importanti quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica, Il Sole 24 Ore, Gazzetta dello Sport), dalle riviste specializzate in Italia e all’estero, fino alle attività mirate sul web e sui canali social. Valore aggiunto sarà inoltre lo speciale numero di PF Magazine, il magazine che Piemmeti distribuisce in 20.000 copie a tutti i protagonisti del settore che contribuisce in maniera sempre più decisiva sul fronte della divulgazione di messaggi chiari e corretti a sostegno dell’energia del legno, e il nuovo Repertorio 2020/2022 delle aziende del settore del riscaldamento a biomassa che per la prima volta in assoluto fornirà il più completo database internazionale sulle imprese di filiera. Il Repertorio – redatto in italiano, inglese, francese e tedesco e stampato in 10mila copie – sarà pubblicato in occasione di Progetto Fuoco e sarà consultabile  online su www.progettofuoco.com.

Progetto Bosco, la nuova area tematica di Progetto Fuoco 2020

Progetto Bosco 2020 – l’area dedicata all’energia della foresta

Nell’ambito di Progetto Fuoco – Veronafiere 19-22 febbraio 2020

Esposizione – Dimostrazioni – Workshop

Nell’area esterna antistante i padiglioni espositivi la nuova area tematica di Progetto Fuoco dedicata al bosco e alla meccanizzazione forestale.

Il bosco è fondamentale per il settore del riscaldamento a biomasse legnose

Il bosco è il pilastro portante di tutta la filiera legno-energia. Senza di questo, la seconda parte della filiera, quella legata al riscaldamento e alla produzione energetica dalle biomasse legnose, non potrebbe esistere.

Perché a Progetto Fuoco?

Progetto Fuoco, con i suoi 800 espositori e oltre 70.000 visitatori attesi, è l’evento internazionale più importante del settore e si presta come palcoscenico ottimale per evidenziare il ruolo chiave della foresta per l’intero settore e accrescere la consapevolezza degli operatori e dei consumatori. AIEL, partner tecnico della fiera, curerà i contenuti tecnici di “Progetto Bosco”.

Energia della Foresta

Un allestimento scenografico evidenzierà il forte legame tra le foreste italiane e l’energia dal legno. L’esposizione dedicata alla meccanizzazione forestale con prove e dimostrazioni e un programma di workshop e seminari tecnici formativi ed informativi per aiutare i visitatori a conoscere il bosco italiano.

L’innovazione e la tecnologia

Un’esposizione di oltre 5.000 mq espositivi dedicati alla meccanizzazione forestale.
Attrezzature e impianti per la trasformazione, il confezionamento e lo stoccaggio del legno in combustibile “verde” (legna da ardere, cippato e pellet): sarà possibile vedere, anche in funzione, decine di macchine tra cippatori professionali e industriali, centri per la produzione di legna da ardere, macchine taglia-spaccalegna, segherie mobili, teleferiche forestali e macchine dedicate all’esbosco del legname.

I benefici della filiera corta

Racconteremo con seminari e workshop i numeri del bosco e i suoi collegamenti la filiera legno-energia; i benefici socio-economici e ambientali legati alla gestione sostenibile delle foreste.
Parleremo di bosco italiano, operatori del bosco, cambiamenti climatici, prodotti e biocombustibili legnosi ed energia dal legno.

PARTECIPARE

Informazioni
Piemmeti SpA – Monica Pontarin
info@piemmetispa.com; m.pontarin@piemmetispa.com
Tel. +39 049 8753730

 

Progetto Bosco

Record di adesioni per la 12° edizione di Progetto Fuoco

La più importante fiera al mondo nel settore della biomassa

PROGETTO FUOCO – Veronafiere 19-22 febbraio 2020

800 espositori (40% esteri) in 8 padiglioni e 130.000 metri quadrati di superficie espositiva; 250 giornalisti accreditati, 100 eventi tra convegni e workshop rendono Progetto Fuoco il più importante appuntamento internazionale dedicato al settore del riscaldamento e produzione di energia attraverso la combustione della legna.

UN RIFERIMENTO INTERNAZIONALE

Progetto Fuoco è la fiera di riferimento per tutti gli operatori mondiali di settore: nell’ultima edizione i visitatori sono stati oltre 70.000, di cui oltre 15.000 stranieri provenienti da 70 nazioni.
Una campagna promozionale in tutta Europa (siamo presenti nelle riviste specializzate di Russia, Polonia, Spagna, Francia, Austria, Germania, Gran Bretagna, Croazia, Serbia, Slovenia e Grecia) e la presenza con stand a tutte le principali manifestazioni internazionali di settore confermano il ruolo di riferimento internazionale assunto negli anni da Progetto Fuoco.

UN’IMPONENTE CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE PER DARE VISIBILITÀ AL SETTORE

Per l’edizione 2020 è previsto un grande investimento di comunicazione che coinvolgerà Rai e Radio 24 (che trasmetterà direttamente da Progetto Fuoco), Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 ore, Gazzetta dello Sport, una miriade di quotidiani, radio e tv locali; la copertura sulle riviste specializzate e su quelle rivolte ai target obiettivo, in Italia e all’estero, l’attività web e sui social, sempre più centrale nei piani di comunicazione.

Per esporre

Consigliamo di prenotare lo spazio espositivo con anticipo, poiché il layout espositivo è largamente definito e gli spazi espositivi in gran parte opzionati. Anticipare i tempi di adesione permette all’organizzazione di identificare con più facilità e più scelta gli spazi espositivi meglio rispondenti alle singole esigenze: info@progettofuoco.com

Appuntamento dal 19 al 22 febbraio 2020 presso il quartiere fieristico di Veronafiere, per indicazioni su come raggiungere la fiera consulta questo link.

Nasce il “Repertorio 2020/2022 delle aziende del settore del riscaldamento a biomassa”

Uscirà a febbraio, in occasione di Progetto Fuoco

Sarà il primo “Repertorio 2020/2022 delle aziende del settore del riscaldamento  a biomassa

Il più completo database internazionale delle aziende che operano nel settore del riscaldamento e della produzione di energia attraverso la combustione di legna uscirà in occasione di Progetto Fuoco, in programma dal 19 al 22 febbraio 2020 a Veronafiere.

1.000 aziende, 350 pagine, 48 classi merceologiche sono i numeri di questo nuovo strumento di lavoro, redatto in italiano, inglese, francese e tedesco.

Distribuito in 10.000 copie

Il Repertorio verrà stampato in 10.000 copie e verrà venduto in Fiera agli operatori e on-line su www.progettofuoco.com, distribuito in Fiera ad espositori, delegazioni di operatori stranieri, autorità e rappresentanti delle Istituzioni ma soprattutto inviato in modo mirato a studi di progettazione italiani e stranieri, importatori e distributori stranieri, buyers della grande distribuzione e distribuito a operatori durante le presenze all’estero di Progetto Fuoco.

TOP Aziende: massima visibilità all’eccellenza

Nelle prime pagine del Repertorio, una sezione denominata “TOP Aziende” ospiterà in due pagine italiano/inglese il profilo delle aziende che vorranno emergere e presentarsi in modo più approfondito.

Clicca qui per prenotare la doppia pagina italiano/inglese da inserire nella sezione “TOP Aziende”

 

L’innovazione di Caminetti Montegrappa

Massimo rispetto per l’ambiente ad alto rendimento

L’innovazione avviene quando ci sono competenze, esperienze e passione

L’innovazione è un processo naturale quando c’è anche amore e rispetto per l’ambiente. Caminetti Montegrappa, in continua ricerca ed evoluzione, produce un’ampia gamma di sistemi di riscaldamento a biomasse in grado di sostituire o integrare i classici impianti domestici per il riscaldamento dell’aria e dell’acqua. La gamma è composta da stufe, caminetti e inserti sia a pellet che a legna e caldaie a pellet. Le tecnologie all’avanguardia, le competenze del personale e i processi produttivi garantiscono e contraddistinguono un’offerta rivolta al benessere del consumatore. Prima dell’immissione sul mercato, ogni prodotto viene sottoposto a severi controlli di qualità da enti esterni che ne certificano la massima efficienza e le basse emissioni come da disposizioni di legge nazionali e regionali. I prodotti Caminetti Montegrappa sono studiati e realizzati per rispondere ad essenziali e fondamentali requisiti che rappresentano i nostri fattori di successo: risparmio economico ed energetico, massima sicurezza, armonia del design e tutela del tuo ambiente.

Rispettare e proteggere l’ambiente è anche sostenere la rottamazione

Si stimano più di 4 milioni di caminetti e stufe obsoleti che inquinano l’ambiente e consumano risorse. L’innovazione di Caminetti Montegrappa ha superato i requisiti necessari per aderire all’incentivo Conto Termico 2.0 grazie al quale, rottamando il modello vecchio, si recupera, in tempi brevi, fino ad un massimo del 65% sulla spesa totale sostenuta sull’acquisto di uno dei prodotti di ultima generazione. Proteggere l’ambiente significa proteggere tutti noi.

Serie Light: i caminetti a legna di ultima generazione si sono meritati le 4 stelle e

L’incentivo del conto termico!

Moderni, un design che li rende complementi d’arredi, tre formati mozzafiato con porta interamente in vetro. Questo è ciò che si vede, ora ti spieghiamo perché sono il top di gamma… sono solo loro i caminetti con il massimo del rendimento!

Alta tecnologia nei materiali

Dalla porta interamente in vetro ceramico alla camera di combustione refrattario in CMTech, zero dispersione del calore: massima resa, minor emissioni!

Alta tecnologia progettuale

Monoblocchi provvisti di ventilazione e caratterizzati dal doppio giro fumi che permette di recuperare il calore che altrimenti andrebbe disperso, ottima gestione del calore: massima resa, minor emissioni! Ecco perché hanno ottenuto il massimo incentivo del Conto Termico 2.0 grazie al quale, rottamando il modello vecchio, si recupera, in tempi brevi, fino ad un massimo del 65% sulla spesa totale sostenuta sull’acquisto di uno della serie Light.

Caminetto LIGHT 01 con rivestimento ESSENTIAL 01 Caminetto a legna dalla forma quadrata. La bellezza della semplicità: la sottile cornice in acciaio verniciato nero esalta il grande vetro seri-grafato e l’ampia visione del fuoco.
Caminetto LIGHT 02 con rivestimento FRAME 02 La grande cornice esterna, in pietra di Vicenza spazzolata, gioca con le geometrie concave, che esaltano il passepartout interno in granito nero assoluto, fiammato e spazzolato, e l’ampia visione del fuoco. Frame 02 si adatta facilmente sia ad ambienti arredati in stile classico che moderni.
Caminetto LIGHT 06 con rivestimento MINIMAL 06 Caminetto a legna dalla forma rettangolare “extra large”. La bellezza della semplicità: la cornice in acciaio verniciato grigio metallizzato chiaro esalta il grande vetro serigrafato e l’ampia visione del fuoco.

Potete trovare questa ed altre novità aziendali nell’area di Caminetti Montegrappa a Progetto Fuoco Padiglione 6 Stand C-5. Per ulteriori dettagli visitate il sito aziendale www.caminettimontegrappa.it