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ITALIA LEGNO ENERGIA – Scopri le novità della 4°edizione

Fiera di Arezzo – 4-6 febbraio 2021

1.Nuovi spazi espositivi.

Italia Legno Energia si arricchirà di nuovi spazi espositivi, di nuova costruzione, per soddisfare le richieste degli espositori e proporre un evento sempre più in linea con le esigenze di business e visibilità delle aziende.

2.Campagna di comunicazione.

Sempre di più Piemmeti rappresenta il principale driver di visibilità e promozione per le imprese del settore della biomassa. Per Italia Legno Energia è prevista un’imponente campagna di comunicazione nazionale a sostegno delle ragioni del legno.

3.Contatti

Solo ad Italia Legno Energia puoi incontrare in tre giorni 20.000 tra rivenditori, importatori, tecnici, installatori e progettisti interessati all’energia dal legno.Non rimanere ai margini del mercato perdendo l’opportunità di vivere questi tre giorni da protagonista!

www.italialegnoenergia.it

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Biomasse e polveri sottili

Per migliorare la qualità dell’aria il futuro passa dalle energie rinnovabili non dal petrolio.

Durante ogni stagione termica l’inquinamento atmosferico diventa il tema centrale di un acceso dibattito. Gli elevati livelli di polveri sottili nell’aria, complici le condizioni di alta pressione e assenza di vento così tipiche della Pianura Padana, richiamano provvedimenti di limitazione del traffico. Quest’anno fino ai diesel euro 6, come è stato il caso di Roma. Ma anche il riscaldamento a biomassa legnosa, legna e pellet, è stato additato da più parti come principale responsabile dell’emergenza smog. È necessario però fare chiarezza ed evitare di diffondere informazioni distorte o parziali che non propongono soluzioni concrete e credibili. Opinionisti, ricercatori del mondo scientifico o portatori di interessi si sono espressi in modo categorico citando dati ed esprimendo opinioni incomplete e talvolta fuorvianti sulla connessione tra biomasse e polveri sottili.

Si è detto, infatti, che negli ultimi anni c’è stato un aumento dei consumi di legna e pellet.

Non è così. L’ultimo Rapporto Statistico GSE[1] attesta che negli ultimi 6 anni il consumo di legna e pellet nel settore residenziale è rimasto sostanzialmente stabile e a livello regionale una indagine di Arpa Veneto[2] del 2013 ha registrato un calo dei consumi di legna rispetto al 2006 di ben 260.000 tonnellate. Chi afferma il contrario è evidentemente disinformato. 

Anche il numero di generatori a legna e pellet si dice abbia visto un vero e proprio boom. 

Anche in questo caso si tratta di un dato inesatto. I dati dell’Osservatorio AIEL attestano come il numero dei generatori sia addirittura in leggero calo. Si passa da 9,4 milioni di generatori nel 2014 a 9,1 nel 2018. Anche a livello regionale si conferma questo trend. Arpa Lombardia ha rilevato che nell’arco di 8 anni ,dal 2008 al 2015, i generatori sono rimasti intorno alle 600.000 unità. Arpa Veneto ha rilevato solo un lieve incremento dell’1% dal 2006 al 2013 (672.000).

La qualità dell’aria è peggiorata in questi ultimi anni?

No, anzi. Lo dice l’Agenzia Europea per l’ambiente che attesta come negli ultimi 30 anni ci sia stato un generale miglioramento della qualità dell’aria. Nella città di Milano, ad esempio, nel 2005 i giorni oltre i limiti consentiti furono 152, mentre nel 2019 sono stati solo 72; nelle serie storiche il picco massimo nel capoluogo lombardo fu di 309 microgrammi/metro cubo nel 2002 contro i 107 del 2019 (dati Arpa Lombardia[3]). Certo ci sono stati periodi critici in quest’inverno appena trascorso. Ma la serie di provvedimenti degli ultimi anni hanno avuto la meglio nel dimostrare un generale miglioramento della qualità dell’aria.

Sono state adottate infatti misure strutturali, e non emergenziali, in molte regioni ed in particolare in quelle del Bacino padano, che hanno sancito per legge di non poter utilizzare generatori fino a 2 stelle[4] a partire dal 2018 e fino a 3 stelle a partire dal 1° gennaio di quest’anno: si tratta di almeno 1 milione di generatori che, considerati tecnologicamente obsoleti e inquinanti per quanto riguarda i livelli di polveri sottili, che sono stati spenti per legge! In questo modo si contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e il consumatore, dal canto suo, può orientare la propria scelta verso gli oltre 2.600 modelli di generatori più virtuosi a 4 e 5 stelle classificati nell’ambito della certificazione ariaPulita®[5].

Ma chi controlla che queste norme vengano rispettate?

AIEL chiede da anni che siano previsti rigorosi controlli. I limiti di utilizzo per le classi qualitative di apparecchi a biomasse meno virtuose devono essere rispettati. Devono inoltre essere implementati i catasti regionali degli impianti termici. Attraverso i catasti è possibile anche garantire le periodiche manutenzioni agli apparecchi per assicurarne i livelli ottimali di funzionamento.

In questo modo si contribuisce anche a rendere più responsabile l’utente finale. E’ lui che, con l’utilizzo quotidiano del generatore, svolge un ruolo determinante nel mantenere minimi i livelli di emissione e la correlazione tra biomasse e polveri sottili. Su questi temi nel 2018 AIEL ha sottoscritto un Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Ambiente.

La quota di emissioni imputabile alla combustione di biomasse legnose è aumentata?

No, anche questa affermazione non è corretta. Le rilevazioni di Arpa Lombardia danno evidenza che dal 2010 al 2015 le emissioni di PM dalla combustione di biomasse in Regione sono diminuite di circa il 30%. Anche un’indagine condotta da Arpa Veneto ha confermato una riduzione del 20% delle PM prodotte da legna e pellet dal 2006 al 2013. Questo grazie al turnover tecnologico. Ovvero alla sostituzione dei vecchi apparecchi a biomasse con generatori, sempre a legna e pellet, ma più performanti dal punto di vista tecnico-ambientale. 

Questo dato è sufficiente per garantire al 40% della popolazione italiana che vive nel bacino padano di respirare un’aria pulita?

No, bisogna fare molto di più sia sul fronte della mobilità sostenibile sia sul fronte del riscaldamento domestico. Bisogna accelerre la transizione dai combustibili fossili a tutte le fonti rinnovabili. E il settore del riscaldamento domestico a biomasse si è fatto parte diligente nei confronti del problema. Si è investito molto in ricerca e innovazione tecnologica per rendere sempre più efficienti gli apparecchi e ridurne le emissioni.

I risultati ottenuti sono stati oggetto di una ricerca da parte di Altroconsumo, prestigiosa rivista del mondo consumeristico, che ha effettuato prove di laboratorio indipendenti su apparecchi a legna e pellet a 4 stelle con cicli di funzionamento reale, incluso accensione e spegnimento, dimostrando come le emissioni di polveri da parte dei generatori a legna e pellet si riducono da 4 a 8 volte rispetto ai fattori di emissione utilizzati dall’inventario ufficiale Inemar, ovvero i livelli di emissione medi del parco installato.

Bisogna quindi togliere gli incentivi al settore del riscaldamento a biomasse?

Se vogliamo migliorare la qualità dell’aria bisogna fare esattamente il contrario. È necessario intensificare l’impegno a incentivare la sostituzione dei vecchi e obsoleti apparecchi a legna e pellet. I nuovi e moderni generatori che garantiscono elevati livelli di efficienza energetica e basse emissioni di polveri.

La soluzione quindi è il GPL al posto delle biomasse?

E come? Con l’incentivo Conto Termico. E i primi risultati sono già apprezzabili. Nel 2017, a fronte di poco più di 23.400 interventi di sostituzione incentivati, è stato possibile ottenere una riduzione pari a 1.100 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 80.000 tonnellate annue di CO2 equivalente (Gse, 2018) [6]. Nel 2018, a fronte di un raddoppio degli interventi di sostituzione (pari a poco più di 46.000) è ragionevole affermare un raddoppio anche dei benefici ambientali derivanti. Ovvero una mancata emissione in atmosfera di 2.200 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 160.000 tonnellate annue di CO2equivalente. 

AIEL, Associazione Italia Energie Agroforestali, sostiene, infine che sia fondamentale che tutti gli incentivi alle biomasse legnose siano finalizzati esclusivamente ai generatori di qualità con alti rendimenti e basse emissioni, come già previsto dall’Accordo interministeriale sottoscritto a giugno 2019 nel corso del Clean Air Dialogue.

biomasse e polveri sottili

I rappresentanti del mondo petrolifero dicono che la soluzione alternativa alle biomasse legnose sia il GPL. Il Gas di Petrolio Liquefatto viene descritto come pulito e a zero polveri. Fingono di dimenticare che i principali responsabili del cambiamento climatico a scala planetaria sono proprio i combustibili di origine fossile, che emettono il principale gas climalterante che è la CO2. Per ogni megawattora di energia primaria prodotta, il gasolio emette in atmosfera 326 kg di CO2 equivalente, il GPL 270 kg di CO2 equivalente, il metano 250 kg di CO2 equivalente, il pellet solo 29 kg di CO2 equivalente, la legna da ardere 25 kg di CO2equivalente[7]. Anche molti altri Paesi Ue vanno in direzione diametralmente opposta a quella delle fonti fossili. Il Governo austriaco ha recentemente deciso di vietare l’installazione di caldaie a gasolio nelle nuove costruzioni. Anche la Norvegia ha proibito l’uso di gasolio e cherosene per il riscaldamento degli edifici (fonte: Bioenergy Europe).


[1] GSE Rapporto Statistico 2018 pubblicato nel dicembre 2019 – https://www.gse.it/documenti_site/Documenti GSE/Rapporti statistici/GSE – Rapporto Statistico FER 2018.pdf

[2] INDAGINE SUL CONSUMO DOMESTICO DI BIOMASSE LEGNOSE IN VENETO. Risultati dell’indagine campionaria e stima delle emissioni in atmosfera (2015). https://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/aria/file-e-allegati/Consumi%20domestici%20legna%20in%20Veneto_1.0.pdf

[3] ARPA Agenzia Regionale della Lombardia per la Protezione dell’Ambiente

[4] Certificazione ambientale dei generatori di calore alimentati a biomasse combustibili solide prevista dal  Decreto 7 novembre 2017 n. 186 del Ministero Ambiente, che classifica le prestazioni degli apparecchi in 5 classi di qualità da 1 a 5 stelle. 

[5] www.certificazioneariapulita.it

[6] https://www.gse.it/documenti_site/Documenti%20GSE/Rapporti%20delle%20attivit%C3%A0/GSE_RA2017.pdf

[7] I fattori di emissione LCA citati tengono conto del consumo di tutte le risorse lungo l’intero ciclo di vita della rispettiva fonte di energia. I fattori sono espressi in  kg CO2eq per MWh di energia finale. I fattori sono stati calcolati dall’ Università di Stoccarda (Institut für Energiewirtschaft und Rationelle Energieanwendung, IER), utilizzando il database GEMIS (Global Emissions Model for integrated Systems) Versione 4.95.

Piemmeti: a Progetto Fuoco 2020 prove tecniche per future alleanze Italia-Spagna che guardano all’America Latina.

Gettate le basi per una nuova sinergia con la fiera Expobiomasa e l’associazione Avebiom

Un roadshow extraeuropeo per promuovere un settore decisivo per il futuro energetico del pianeta, puntando su un mercato in crescita, come quello dell’America Latina. E’ questo l’intento dichiarato dalla dirigenza di Piemmeti, che si prepara ad allargare ulteriormente il proprio raggio d’azione scommettendo su una futura alleanza italo-spagnola.

Nel corso della 12esima edizione di Progetto Fuoco (19-22 febbraio, fiera di Verona), infatti, il direttore generale di Piemmeti, Raul Barbieri, assieme al coordinatore di AIEL Marino Berton, ha incontrato il direttore di Expobiomasa, Jorge Herrero, e il presidente di Avebiom, Pablo Rodero Masdemont, per gettare le basi di una nuova possibile sinergia tra il salone scaligero leader mondiale nel settore degli impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione della legna e la ‘sorella minore’ spagnola che si svolge ogni anno a Valladolid. Un tandem che vede in corsa anche l’italiana Aiel – Associazione italiana energia agroforestali (partner tecnico di Progetto Fuoco) e l’omonima associazione iberica Avebiom.

“Dopo 12 edizioni di Progetto Fuocoha dichiarato il direttore generale di Piemmeti, Raul Barbieri e i risultati record raggiunti quest’anno con 800 espositori arrivati da ogni latitudine, abbiamo deciso di allargare ulteriormente i nostri orizzonti non solo per continuare a crescere e garantire al settore della biomassa una piattaforma di riferimento a livello globale, ma anche per rafforzare la componente business. Ciò significa che, accanto alla nostra comprovata esperienza nel portare in Italia i più importanti produttori a livello internazionale, è giunto il momento di esportare il nostro know how e arrivare direttamente nei principali mercati di riferimento e in quelli emergenti con azioni mirate di promozione, informazione e formazione. Non a caso abbiamo deciso di scommettere su nuove possibili sinergie e su paesi dal forte potenziale di sviluppo, a partire dall’unione con  Expobiomasa e dall’America Latina, che auspichiamo possano portare a ulteriori alleanze per il futuro”.        

Presentata a Milano Progetto Fuoco 2020


RISCALDAMENTO A BIOMASSA, SETTORE IN CRESCITA CHE CONTRIBUISCE AD ABBATTERE POLVERI E CO2
A PROGETTO FUOCO 800 ESPOSITORI E L’INNOVAZIONE DELLE STARTUP 

Presentata a Milano, nella suggestiva cornice della Dream Factory, la 12° edizione di Progetto Fuoco, il più importante appuntamento al mondo dedicato al riscaldamento a biomassa.

Un settore in ottima forma che genera posti di lavoro e buone pratiche: il riscaldamento a biomassa e legna vede nell’Italia un polo d’eccellenza a livello mondiale. A Progetto Fuoco (19-22 febbraio, Fiera di Verona) sono attesi 75mila visitatori da oltre 70 Paesi del mondo e 800 espositori (per il 40% esteri) che presenteranno le migliori tecnologie che stanno contribuendo all’abbattimento di polveri e CO2. Un settore vivo e dinamico con una spiccata sensibilità ambientale, che per il primo anno si contaminerà con le idee e le tecnologie proposte da 12 startup europee che competono per la prima edizione di Give Me Fire Startup Award.

Ne hanno parlato Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, presidente e direttore generale di Verona Fiere Spa, Raul Barbieri, direttore generale di Piemmeti SpA, la società di Veronafiere che organizza Progetto Fuoco, Marino Berton, consulente strategico AIEL e Luca Barbieri, coordinatore dell’iniziativa Give Me Fire Startup Award.

Progetto Fuoco è la più importante fiera di impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione della legna, e si svolge ogni due anni alla Fiera di Verona. All’ultima edizione, nel 2018, hanno partecipato oltre 71 mila visitatori, dei quali 15 mila stranieri provenienti da 70 Paesi, e 782 aziende espositrici, di cui 322 estere provenienti da 40 Paesi. https://www.progettofuoco.com/

Blum. Business as a medium

Giulio Todescan

giulio.todescan@blum.vision

+39.344.2930701

Principali novità nel quadro normativo degli impianti a biomasse

Principali novità nel quadro normativo degli impianti a biomasse

Workshop organizzato da AIEL, con il patrocinio del CTI

Progetto Fuoco – Verona, 19/02/2020 presso Pad. 3 – Area workshop stand AIEL

Inizio alle ore 14.00, fine lavori ore 17.00


PRESENTAZIONE

Il seminario è rivolto agli installatori-manutentori, ai progettisti, ai costruttori di generatori di calore e agli operatori del settore rinnovabili.

Il quadro normativo, di interesse per gli impianti a biomasse, è particolarmente dinamico. Siamo in una fase di intensa riforma e revisione di molte norme, che incideranno in modo rilevante sullo sviluppo del mercato.

La prima parte, dopo alcune considerazioni introduttive inerenti alla stesura e l’applicazione delle norme, restituirà una panoramica sull’attuale sviluppo del quadro normativo, con riferimento sia alle attività dei gruppi consultivi sia a quelle delle commissioni tecniche del CTI.

Nella seconda parte ci sarà un focus su quattro norme tecniche di particolare interesse per il settore biomasse, di recente pubblicazione o in fase di pubblicazione.

Nella terza parte ci sarà un intervento di Regione Lombardia che presenterà la nuova Deliberazione della Giunta Regionale che introduce importanti novità nelle disposizioni per l’esercizio, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici a biomasse.   

PROGRAMMA

scarica gli atti 

Introduzione e moderazione

Antonio Panvini, Direttore Generale CTI

Sviluppo della normativa tecnica del settore biomasse

Dario Molinari, project leader del CTI

UNI 10389-2 – Misurazioni in opera delle emissioni

Giovanni Raimondini, coordinatore CT 252

UNI 10683 – verifica, installazione, controllo e manutenzione di impianti fino a 35 kW

Gianni Santarossa, componente del Tavolo Tecnico GAD di AIEL

UNI 8065 – Trattamento dell’acqua negli impianti per la climatizzazione e produzione di ACS

Mauro Braga, coordinatore CT 253

UNI 10412 – Sicurezza idronica impianti termici

Gianluigi Codemo, AIEL – Dipartimento Tecnico Normativo (DTN)

Nuove disposizioni per l’esercizio, il controllo, la manutenzione e le ispezioni degli impianti termici a biomasse in Regione Lombardia

Gian Luca Gurrieri | Unità Organizzativa Clima e qualità dell’aria di Regione Lombardia

Question time

K-INN Tech

Il recupero energetico arriva dagli scarti

Ecco lo spin-off dell’Università di Padova

Ha la forza dell’Università di Padova alle spalle. Un ateneo multidisciplinare e innovativo, prima per qualità della ricerca in Italia. K-INN Tech è uno spin-off dell’ateneo veneto e una startup Innovativa specializzata nella sperimentazione e modellazione a supporto della progettazione e dell’ottimizzazione dei processi produttivi. Una delle «magnifiche 12» che sono state scelte per partecipare a Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award, la manifestazione che si terrà dal 19 al 22 febbraio 2020 a Verona Fiere nell’ambito della dodicesima edizione di Progetto Fuoco. Una competiton ad alto tasso tecnologico, promossa proprio da Progetto Fuoco insieme a Blum, società specializzata nella comunicazione dell’innovazione, in collaborazione con Aiel – Associazione Italiana Energie Agroforestali.

Uno studio sulle biomasse di scarto

Molta importanza è rivolta allo studio dello sfruttamento energetico a partire dalle biomasse di scarto. K-INN Tech supporta la progettazione di caldaie per recuperare energia termica da biomasse solide non convenzionali, difficili da trattare termicamente a causa dell’elevato contenuto di umidità, come lo stallatico, la pollina e gli scarti vegetali. Gli obiettivi perseguiti sono quelli della riduzione dell’impatto ambientale e della prevenzione di reazioni esotermiche spontanee. 

La scienza a servizio del cliente

Applicazioni di grande interesse commerciale sono la sintesi in fiamma (FSP) di ossidi complessi catalitici (perovskiti), la produzione di nanoparticelle di soot e le applicazioni con microonde per reazioni endotermiche. «K-INN Tech eredita più di 20 anni di esperienza nella ricerca applicata nell’Università di Padova – è spiegato sul sito della startup – all’interno dell’ampio campo dell’ingegneria delle reazioni chimiche. Abbiamo sviluppato competenze uniche nel concepire e realizzare modelli e test su misura, in modo da rispondere alle esigenze del cliente e indirizzarlo a uno sviluppo tecnologico, il tutto tramite un approccio scientifico».

Pyro & Tech

La caldaia smart (a biomassa) che dialoga con gli altri dispositivi

Crearsi (e usare) energia pulita

Con la caldaia capace di cambiare volto: non più un «freddo» dispositivo tecnico, ma un cervello energetico smart capace di interfacciarsi con altri dispositivi. Hybrid, l’idea della startup Pyro & Tech, parteciperà a Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award. La manifestazione si terrà dal 19 al 22 febbraio 2020 a Verona Fiere nell’ambito della dodicesima edizione di Progetto Fuoco. Una competiton ad alto tasso tecnologico, promossa proprio da Progetto Fuoco insieme a Blum, società specializzata nella comunicazione dell’innovazione, in collaborazione con Aiel – Associazione Italiana Energie Agroforestali.

Superare il concetto di caldaia

Hybrid coniuga tutti i vantaggi di un micro cogeneratore con quelli di una caldaia a biomassa. L’obiettivo del dispositivo realizzato dalla startup Pyro & Tech di Villa di Tirano (Sondrio) è superare il concetto di caldaia relegata nel locale tecnico. La caldaia diventa invece di fatto un vero e proprio cervello energetico che utilizza solo fonti rinnovabili interfacciandosi con altri dispositivi. È dotato di un essiccatore miniaturizzato, per permettere di alimentate il sistema con biomasse più umide. La parte termica comprende un reattore ibrido innovativo, il vero cuore di Hybrid, in grado di generare energia termica e syngas.

Funzionamento innovativo

Innovativo è anche il suo funzionamento. Permette in tempo reale un riconoscimento della biomassa in ingresso, eliminando di fatto il problema dell’utilizzo di un solo tipo di biomassa specifica. La combustione avviene in un crogiolo attentamente studiato per funzionare con diverse granulometrie di materiali. Si passa dalla segatura ad un cippato di pezzatura G20 o pellet. Un controllo molto avanzato della combustione permette di abbassare al minimo le emissioni in atmosfera. Il syngas prodotto nella zona pirolitica all’interno del reattore viene convogliato a seconda dell’esigenza al motore endotermico in dotazione o nel crogiolo. Di fatto, quando il sistema esce dalla fase di accensione e riscaldamento, Hybrid diventa una “caldaia” a gassificazione, sfruttandone tutti i vantaggi di efficienza.

Planeta Renewables

Il biocombustibile innovativo arriva dal miscanto

Dal miscanto all’agripellet

Da un’erba perenne che cresce su terreni incolti, non adatti a scopi agricoli, al combustibile green per il settore del fuoco (e non solo). Con una collaborazione fertile fra accademia e mondo imprenditoriale: Planeta Renewables, infatti, è una startup incubata dall’Università Cattolica di Milano. Con le altre 11 finaliste si giocherà il primo award dell’innovazione nel settore, quello ospitato da Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award. La manifestazione si terrà dal 19 al 22 febbraio 2020 a Verona Fiere nell’ambito della dodicesima edizione di Progetto Fuoco, che la promuove insieme a Blum, società specializzata nella comunicazione dell’innovazione, in collaborazione con Aiel – Associazione Italiana Energie Agroforestali.

L’innovazione del biocombustibile

Planeta Renewables è una startup ospitata dall’Università Cattolica di Milano. L’azienda punta alla realizzazione, gestione e valorizzazione di una filiera industriale basata sull’utilizzo della biomassa legnosa Miscanthus (miscanto). Si tratta di una delle più promettenti coltivazioni energetiche non alimentari per il settore della bioeconomia e bioenergia. La coltivazione cresce su terreni marginali, incolti e degradati non adatti alla filiera alimentare. Planeta Renewables produce una serie di biocombustibili innovativi derivati dal miscanto. Agripellet, bricchetti e tronchetti derivanti da coltivazioni a filiera corta dedicate e non in competizione con la produzione alimentare.

Il bio distretto energetico

È in corso d’opera la realizzazione di un bio-distretto energetico nel Nord Italia. Il Distretto consiste in una coltivazione dedicata di miscanto a cui verrà affiancato nelle immediate vicinanze un impianto di piccola taglia per la produzione di energia rinnovabile, elettrica e termica, in regime di cogenerazione.

Granulebox

Dalla Francia il sistema che cambia lo stoccaggio del pellet

Un nuovo concetto di stoccaggio del pellet

«Dopo alcuni mesi di utilizzo della stufa a pellet, abbiamo scoperto che nessuna soluzione di stoccaggio per sacchi a pellet soddisfaceva le nostre esigenze, quindi abbiamo iniziato a pensare di proporne noi una, innovativa». A dirlo sono i due fratelli francesi che hanno brevettato Granulebox, una delle startup in gara a Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award. L’appuntamento con la manifestazione che mette in gara le migliori startup del settore è previsto dal 19 al 22 febbraio 2020, nell’ambito della dodicesima edizione di Progetto Fuoco, che si terrà anche in questa occasione a Verona Fiere. Progetto Fuoco promuove Give Me Fire insieme a Blum, società specializzata nella comunicazione dell’innovazione, in collaborazione con Aiel – Associazione Italiana Energie Agroforestali.

Un sistema rivoluzionario

Granulebox punta a rivoluzionare il sistema di stoccaggio dei pellet di legno, il cui design è pensato per essere posizionato accanto alla stufa. Prodotto dall’azienda francese Bores Associes, ha una capacità di 55 chilogrammi e un’autonomia di circa otto giorni. La sua struttura è di acciaio spesso e resina epossidica, attrezzata con un vetro temperato di 4 millimetri per ridurre il rischio di incidenti. Depositare il pellet nelle vicinanze di una stufa in funzione completa l’asciugatura del legno, aumentando così l’efficienza della stufa stessa. A Granulebox si accompagnano alcuni accessori come una paletta dalla capacità di un chilogrammo, prodotta da una stampante 3D, e un filtro per la polvere. È inoltre possibile personalizzare la parte frontale di Granulebox con un design a scelta. «Per noi, il pellet di stoccaggio doveva essere pratico con una grande capacità di stoccaggio – spiegano i fondatori – e un design in modo che si adattasse meglio alla decorazione interna, durevole come elaborato con materiali di fascia alta, funzionale per facilitare il caricamento della stufa a pellet e fabbricato in Francia».

Black Box Green

La Black Box Green che rende gli impianti più efficienti e abbatte lo spreco energetico

Combattere gli sprechi energetici, rendendo gli impianti sempre più efficienti. Il consumo di energia negli edifici, infatti, corrisponde a oltre il 30% del totale ed il grado di inefficienza in questo settore è elevato. Questa l’idea di Black Box Green, startup di Fiorano Modenese (Modena), una delle 12 finaliste di Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award, la manifestazione che si terrà dal 19 al 22 febbraio 2020 a Verona Fiere nell’ambito della dodicesima edizione di Progetto Fuoco, che la promuove insieme a Blum, società specializzata nella comunicazione dell’innovazione, in collaborazione con Aiel – Associazione Italiana Energie Agroforestali.

Il sistema di monitoraggio dell’efficienza energetica

Black Box Green è un sistema di monitoraggio, analisi e controllo per la corretta efficienza energetica del sistema di combustione o gassificazione di biomasse. Il sistema è basato sul controllo continuo e online dei principali parametri che definiscono il corretto rapporto stechiometrico della combustione. Oltre a questi parametri, che vengono elaborati dal Sistema Fire in remoto, si raccolgono anche i dati relativi al peso della biomassa consumata e delle ore di funzionamento per definire il rendimento effettivo del generatore. Inoltre, vengono raccolti i dati relativi ai livelli di NOx, SOx e delle Polveri sottili PM10-4-2,5-1 emessi in atmosfera.

Monitoraggio web in cloud

In base ai valori di efficienza o inefficienza della combustione è possibile procedere con comandi on/off o modulanti per migliorare il rapporto stechiometrico (se il sistema è predisposto in tal senso). Sulla piattaforma web in cloud è possibile aggiungere un numero illimitato di impianti monitorati con funzioni di controllo, allarme, statistiche, confronto ed elaborazione automatica della Firma Energetica (Energy Signature) se il sistema è a servizio di edifici ad uso non industriale. Tutti i dati raccolti sono inviati al cloud via Gprs, wi-fi o Tcp/Ip a seconda della richiesta del cliente. In caso di accoppiamento a generatori elettrici il sistema Black Box Fire analizza anche la produzione elettrica e ne calcola le prestazioni di efficienza globale.