Articoli

Tiella barese nel forno a legna: la Puglia nel piatto

La cucina pugliese: figlia della grande diversità interna alla regione

Per motivi fisici e storico-culturali, le tradizioni culinarie della Puglia sono molteplici: nei 400 chilometri che dividono il nord della Daunia, nella provincia di Foggia, da Santa Maria di Leuca, nell’estremo sud del Salento, in provincia di Lecce quella che non manca è la varietà. Minimo comune denominatore di tutte le aree, la grande qualità della materia prima, che sia essa di terra o di mare. Ecco due ricette ideali per la cottura lenta nella cucina a legna: la tiella barese e il cavallo alla pignatta.

La tiella barese di riso patate e cozze

È probabilmente il “piatto bandiera” della città di Bari ma, se pur in diverse varianti, viene preparato e gustato in quasi tutta la regione. Ideale l’uso della tiella in terracotta, per la capacità di distribuire il calore in modo uniforme. La cottura avviene al forno, nel nostro caso in un moderno forno a legna, in grado di unire la tradizione alla tecnologica.

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg di cozze tarantine
  • 250 g di riso arborio o carnaroli
  • 400 g di pomodorini ciliegini
  • 500 g di patate a pasta gialla
  • 1 cipolla bianca
  • 1 spicchio di aglio tritato
  • 50 g di pecorino grattugiato
  • 30 g di pangrattato
  • 30 g di prezzemolo tritato
  • Acqua, sale, olio evo e pepe nero q.b.
  • 100 g di zucchine (facoltativo e se di stagione)

Procedimento

Per prima cosa occorre pulire in modo scrupoloso le cozze, aprirle in modo che il frutto rimanga tutto in una sola valva e conservando il loro liquido. Lavare leggermente il riso per eliminare parte del suo amido. Pelare le patate e tagliarle a fette omogenee di medio spessore. Cospargere la tiella con l’olio e creare una base con la cipolla tagliata a rondelle e le patate. Proseguire con le zucchine tagliate a fette, qualche pomodorino, il prezzemolo, il pecorino, del pepe macinato al momento e un filo d’olio. A questo punto adagiarvi le cozze con il frutto rivolto verso l’alto e coprire il tutto con il riso. Aggiungere ancora delle rondelle di cipolla, aglio tritato, prezzemolo, formaggio, pepe macinato e olio.

Fare un ultimo strato di patate, con i pomodorini e le zucchine rimaste, del formaggio e ancora dell’olio, coprendo il tutto con il pangrattato. Inserire, lateralmente, il liquido delle cozze precedentemente filtrato e dell’acqua leggermente salata, riempiendo la tiella fino all’inizio dell’ultimo strato di patate. Infornare a 200° per circa 60 minuti, finché le patate e il riso non siano cotti e si sia formata una crosticina croccante. Attendere qualche minuto prima di mangiare, facendo intiepidire e amalgamare tutti gli “umori” di cottura.  Ecco a voi la tradizionale tiella barese, da gustare con un vino bianco fermo, a giusta temperatura.

Pezzetti di cavallo alla pignatta

La Puglia è, insieme al Veneto, la regione d’Italia dove è maggiormente diffuso il consumo di carne equina. La ricetta dello spezzatino (i pezzetti) di cavallo al sugo è nello specifico tipica dell’area più a sud, il Salento. Per la sua capacità di distribuire il calore in modo uniforme e di mantenerlo anche fuori dal fuoco, la pignatta (pentola di terracotta propria della tradizione popolare) è ideale per le cotture prolungate su fonti di calore indirette, come la stufa.

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g di muscolo di cavallo tagliato a piccoli pezzi
  • 500 g di passata di pomodoro
  • 1 cipolla
  • 1 costa sedano
  • 1 carota
  • 1 bicchiere vino rosso
  • 1 bicchieri di acqua
  • 2 foglie di alloroSale, peperoncino, pepe nero in grani, olio evo q.b.
  • piccolo pezzo di tralcio di vite (facoltativo)

Procedimento

Tritare cipolla, sedano e carota e soffriggere nella pignatta ben oliata. Rosolare la carne su tutti i lati e sfumare con il vino. Una volta evaporato quest’ultimo, versare la passata di pomodoro, salare e aggiungere il peperoncino e il pepe secondo il grado di piccante desiderato. Inserire anche le foglie di alloro e il piccolo pezzo di tralcio di vite, che serviranno a rendere più morbida e profumata la carne. Versare l’acqua, coprire e, mescolando di tanto in tanto, far cuocere lentamente per almeno un paio di ore, fino a quando la carne non sia tenera e il sugo della giusta densità (non del tutto rappreso).  Accorgimenti: se la carne equina è particolarmente coriacea (proveniente quindi da un animale adulto) è possibile sbollentarla in precedenza.

LEGGI ANCHE:

Il fuoco in cucina non è più un tabù
Pentole giuste per il giusto gusto nella cucina a legna
Cucine a legna: lo slow cooking fa tendenza
Cucinare nella cucina a legna

La Bouillabaisse: un piatto ideale per la cucina a legna

La cucina francese: maestra di bio-diversità

I cugini d’Oltralpe si sa, in cucina sono maestri. La Francia al pari dell’Italia può vantare una grande biodiversità: da La Manica al Mediterraneo sono tante le culture gastronomiche attraversate, capaci di dar vita a piatti della tradizione apprezzatissimi in patria e altrove.

La Bouillabaisse: il gusto del mediterraneo e della Provenza

Si tratta del piatto bandiera della città di Marsiglia. Sembra che le sue origini siano antichissime e che fosse preparato con il pesce del giorno rimasto invenduto. La ricetta poteva (e può) dunque variare a seconda della disponibilità del pescato. Al pesce si possono unire molluschi e crostacei. Decisivo in termini di gusto l’apporto dato dalle varie spezie ed erbe aromatiche tipiche della Provenza. Il risultato è una portata assai gustosa e sicuramente dalla forte impronta mediterranea.

Ingredienti per 6 persone

3 kg circa di pesce fresco (almeno 4 o 5 specie tra scorfano, rana pescatrice, capone, gallinella, tracina, triglia, coda di rospo, sanpietro, pagello, grongo) insieme a delle canocchie (e/o canolicchi)
250 g di pomodori pelati
2 cipolle
1 costa di sedano
1 carota
3 spicchi d’aglio
1 porro
1 mazzetto di timo, prezzemolo e alloro freschi
1 rametto di finocchio selvatico (finocchiella)
1 bustina di zafferano
1 scorza di arancia secca
Olio evo, sale, pepe nero q.b.
6 fette di pane raffermo

Procedimento

Lavare per bene i pesci, i molluschi e i crostacei. Con le teste e le code dei pesci di pezzatura maggiore preparare un fumetto facendole bollire per circa 40 minuti insieme alla cipolla, il sedano e la carota tagliati in pezzi; filtrare e tenere da parte. Versare in un tegame (fuori dal fuoco) abbondante olio evo, l’aglio, la cipolla e la parte bianca del porro tritati; aggiungere i pomodori pelati, il mazzetto di erbe fresche, il finocchio selvatico, lo zafferano, la scorza di arancia, i crostacei e i pesci (quelli più grandi tagliati in tranci); salare, pepare, mescolare, coprire e conservare per almeno un’ora in frigo. Versare il fumetto nel tegame contenente il pesce, e far cuocere, a fuoco vivace per circa 30 minuti. Servite la bouillabaisse calda con crostini di pane.

Leggi anche:

Le pentole giuste per il giusto gusto nella cucina a legna
Cucine a legna: lo slow cooking fa tendenza
Cucinare nella cucina a legna

 

Cucine a legna: lo slow cooking fa tendenza

Non solo per cucinare cibi sani

Le cucine a legna scaldano come una stufa, arredano casa con stile e rispettano l’ambiente

Realizzare appetitose pietanze unendo al gusto il piacere di riscaldare casa e di arredarla con stile e rispettando l’ambiente. Per tutti coloro che ricercano questa formula ideale ecco la cucina a legna, perfetta sintesi tra gusto, calore, design ed efficienza energetica. Bella da vedere e anche eco-sostenibile, è ideale per preparare cibi sani e rendere la propria abitazione calda e accogliente.

Non solo cucina, ma fonte di calore

Come una stufa, la cucina a legna diffonde calore in modo omogeneo e con un’elevata resa termica grazie ai rivestimenti realizzati con i migliori materiali conduttori di calore (ghisa, acciaio, maiolica e ceramica). Cuoce i cibi lentamente e per molte ore esaltandone e preservandone proprietà e caratteristiche. Non solo. La cucina economica segue le tendenze del momento in fatto di cotture e di arredamento e utilizza una fonte di energia rinnovabile, il legno.

Un combustibile economico ed ecologico

Un combustibile, quest’ultimo, che oltre a essere naturale al 100%, è anche il più economico se si guarda ai sistemi maggiormente diffusi (metano, gasolio, carbone). Non a caso è usato dall’uomo sin dall’antichità e oggi è stato riscoperto in tutto il suo valore. Sì, perché se da un lato lo scoppiettio del fuoco rievoca, anche inconsciamente, sensazioni primordiali, dall’altro consente di tornare ad una cucina essenziale, fatta di tradizioni, usi e ricette spesso perduti.

wood-burning ranges

Slow cooking contro la frenesia dei tempi moderni

Lo sanno bene gli amanti dello slow cooking che alla vita frenetica preferiscono la convivialità della tavola e del focolare domestico, dove riscoprire sapori antichi. Dolci rustici, arrosti e pasticci, brasati, risotti e salse, oppure zuppe e stufati, che siano piatti semplici o elaborati, con le cucine economiche si può cuocere quasi tutto, basta rispettarne i giusti tempi perché, si sa, quella a legna è una cottura lenta, spesso di lunghe ore. In tal senso, gioca un ruolo strategico la temperatura, diversa ma costante e più o meno intensa in base alla ricetta. Ottenerla è molto semplice: basta posizionare la pentola nei diversi anelli estraibili presenti nel piano di ghisa radiante e il gioco è fatto.

Per un calore più vigoroso meglio stare al centro, per un calore più diffuso e meno intenso l’ideale è sui lati degli anelli. La variabile grandezza del braciere della cucina assicura poi una maggiore autonomia energetica, che significa più “infornate” di cibi con la stessa carica di legna.

Economicità e performance

Oggi di cucine economiche in commercio ce ne tante, alcune davvero performanti, in grado di garantire risultati perfetti pure ai meno esperti. Certo, occorre puntare sulla qualità della materia prima e su un’attrezzatura adeguata, a partire dalla pentola (in terracotta, in rame, in ghisa smaltata, in acciaio inox o in pietra ollare); ma la voglia di cimentarsi ai fornelli per dare ai cibi una cottura omogenea e saporita non è più un’ambizione per pochi. Non a caso sono sempre di più i semplici appassionati che si approcciano alla cucina a legna, consapevoli dei benefici che la cottura a bassa temperatura apporta agli alimenti in fatto di gusto e morbidezza. Il tutto senza dimenticare i vantaggi in termini di risparmio economico ed energetico, dato che le nuove cucine riducono sempre più le emissioni di CO2 (purché la biomassa legnosa provenga da una gestione forestale sostenibile e certificata), e un maggiore rendimento in termini di investimento per il consumatore.

Business a chilometro zero

Orientarsi su pellet e legna per cucinare e scaldarsi è quindi la soluzione più costruttiva, in quanto in linea con le politiche europee di lotta ai cambiamenti climatici, ma anche perché l’uso dei combustibili legnosi riduce la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, creando occasioni di business per le imprese del territorio e più posti di lavoro lungo la filiera foresta-legno-energia.

Dal Veneto al Friuli: la polenta condita

Cottura a legna dal Veneto al Friuli Venezia Giulia: la polenta è una signora

La cucina del Veneto e quella del Friuli hanno molti punti in comune. La cucina morbida e creativa friulana, semplice ma al tempo stesso ricca di sfumature si affianca alla rigogliosa e variegata cucina veneta, che sia essa di mare, di collina e o di montagna. Abbiamo scelto un piatto povero ma buonissimo, la polenta, che racconta di storie antiche e di saperi contadini. Concia e Cunsa (condita) sono modi di interpretare localmente una risorsa quotidiana di base. Un po’ come il pane cunsato (condito) siciliano. A chilometri di distanza, con latitudine, clima, prodotti e abitudini diverse non cambiano le risorse per impreziosire e rendere appetitoso un piatto fisso delle tavole di un tempo.

Procedimento standard per la polenta:

2 litri d’acqua
500 g di polenta
Sale grosso q.b.

In un paiolo di rame mettere l’acqua e il sale. Appena l’acqua bolle, versare lentamente la farina aperta a ventaglio. Questa è la fase più delicata. Mentre si versa, con una frusta in metallo o un bastone, mescolare sempre nello stesso verso, per evitare la formazione di grumi. Mescolare a fiamma lenta per almeno un’ora o comunque finché la polenta non risulterà soda e compatta. Il segnale della perfetta cottura è rivelato dalle croste che si formano sulle pareti della pentola: si devono staccare da sole. Rovesciare la polenta su un tagliere in legno e tagliarla con un filo di cotone

La polenta concia (condita) friulana

Ingredienti per 4 persone

500 g di farina gialla
2 l d’acqua
Formaggio Montasio grattugiato q.b.
Sale, latte, burro fuso q.b.

Procedimento

Lavorare la polenta come da preparazione base. Tagliarne fette che andranno disposte in una pirofila. Disporre le fette alternando gli strati con il montasio grattato, gocce di latte e abbondante burro fuso. Servire.

La polenta cunsa (condita) alla veneta

Ingredienti per 4 persone

500 g di farina gialla (o di farina bianca di mais)
2 l di latte
50 g di burro
2 cipolle
200 g di patate lessate, pelate e passate al setaccio
Sale, olio evo q.b.

Procedimento

In un paiolo di rame posto a fiamma lenta, versare il latte e portarlo in ebollizione. Versare adagio la farina, mescolando continuamente con un bastone, sempre nello stesso verso. Girare per evitare la formazione di grumi ed unire le cipolle, precedentemente affettate e soffritte in un velo di olio evo, il burro e la crema di patate passate al setaccio. Regolare di sale. Continuare la cottura a fiamma lenta sempre mescolando per almeno un’ora, un’ora e mezza. Servire fumante.

Ti potrebbero interessare anche:

Cucine a legna: lo slow cooking fa tendenza
Il fuoco in cucina non è più un tabù
Le pentole giuste per il giusto gusto nella cucina a legna

Le pentole giuste per il giusto gusto nella cucina a legna

E’ il coccio quello più in voga

Un materiale di ottima qualità, completamente naturale, perfetto contro i grassi. Ma per una cucina davvero ecocompatibile e soprattutto salutare, occorre utilizzare ceramiche ecologiche, dove i metalli pesanti sono sostituiti da sostanze alcaline naturali, come sodio, potassio, boro, calcio e bario.
La pentola in terracotta (frequente anche in pietra refrattaria e argilla rossa 100% bio) ben si presta a cotture dolci, quindi medio-lunghe e senza sbalzi di temperatura, come quelle per legumi, cerali, zuppe e stufati.

La terracotta è un isolante

Si scalda molto lentamente, in modo uniforme e graduale, e lentamente cede il calore che ha assorbito, mantenendolo a lungo, anche a fuoco spento (meglio scaldarle 5-10 minuti prima di iniziare la cottura e poi spegnerle 10 minuti prima del termine). E’ inoltre in grado di limitare la dispersione di nutrienti che, con una cottura prolungata, normalmente avviene: grazie al mantenimento costante della temperatura, la cottura rispetta pienamente le molecole degli alimenti, dando un sapore più rotondo, intenso e sapido. Può essere messa sulla piastra, mentre per il fuoco diretto è bene usare uno spargifiamma di diametro non inferiore al fondo della pentola, così da permettere al calore di diffondersi uniformemente e non in un solo punto ed evitare che il cibo si attacchi.

Ma attenzione: è fragile

In generale non va lavata con detersivi aggressivi, quindi rigorosamente a mano e mai in lavastoviglie. E’ assolutamente sconsigliato l’acquisto di pentole prive di smalto e porose. Queste infatti assorbono e non sono igieniche. Al tempo stesso il coccio deve essere ecologico per essere sicuri che non sia smaltato con materiale tossico (ad esempio piombo).
E’ altrettanto sicura, se con un’adeguata copertura di stagno, anche la pentola in rame, in assoluto il miglior conduttore di calore tra i metalli e di gran lunga il materiale preferito dai grandi chef.

Una cottura perfetta

La sua grande conducibilità termica, unita alla sua uniformità, garantisce infatti una cottura perfetta per la maggior parte degli alimenti e la migliore tenuta di tutte le proprietà degli ingredienti usati. Risultati che si ottengono usando uno spargifiamma fra le padelle e le piastre o il fuoco. Per raggiungere la stessa performance dal punto di vista igienico, basterà assicurarsi che la superficie interna della pentola sia ricoperta con una stagnatura di qualità, periodicamente rivisitata.

Pentole in ghisa smaltate

Molto versatili e capaci di fornire anch’esse una cucina sana sono poi le pentole in ghisa smaltate (quelle rivestite da uno strato di smalto privo di sostanze tossiche), ottime per cotture prolungate a fuoco basso – zuppe, minestre, stufati e brasati – perché trattengono bene il calore, diffondendolo lentamente e in maniera perfettamente omogeneo a prescindere dal piano di cottura impiegato. Consentono inoltre di spegnere in anticipo il fornello e concludere la cottura degli alimenti senza fuoco, anche se in generale risultano pesanti e poco maneggevoli, oltre che impegnativi per il lavaggio (è necessario aspettare che si raffreddino, è meglio usare poco detersivo e spugnette anti-graffio) e tesi ad assorbire gli odori.

Il ferro per qualsiasi tipo di cottura

E’ quasi inalterabile invece, a patto di pulirlo e asciugarlo con cura dopo l’uso, il ferro che rappresenta un ottimo materiale per il pentolame e si presta a quasi tutti i tipi di cottura. In più, consente di raggiungere velocemente alte temperature e di mantenerle costanti, ma occorre evitare il contatto con l’acqua, altrimenti arrugginisce.

Pietra ollare

E’ invece lenta a scaldarsi, ma resiste alle alte temperature, ha un naturale potere antiaderente e si raffredda lentamente, la pietra ollare, particolarmente adatta per le cotture lunghe. E’ quindi perfetta per stufati, zuppe e in generale per tutte le preparazioni in umido, perché, una volta riscaldata, dona una cottura uniforme a fuoco minimo. Ma alla bassa conducibilità termica si contrappone una spiccata porosità, che vieta il lavaggio in lavastoviglie e con detergenti aggressivi, e soprattutto cotture promiscue (ad esempio carne e pesce) per non correre il rischio di mischiare sapori e aromi.

Pentole in acciaio Inox

A mettere tutti d’accordo, almeno sul fronte della resistenza e della facilità di lavaggio, ci pensano però le pentole in acciaio inox. Tenete conto però che peccano (se così si può dire) di scarsa conducibilità di calore. Sono particolarmente adatte per cotture che prevedono l’impiego di acqua (bollitura). In caso contrario, infatti, il surriscaldamento delle pareti a diretto contatto con la fiamma può bruciare i cibi.

Le ricette

Che siano piatti semplici o elaborati, con le cucine economiche si può cuocere quasi tutto, basta rispettarne i giusti tempi. Tradizionalmente usata in molte culture culinarie regionali, quella a legna è una cottura lenta, antica e genuina. Assicura una qualità superiore ai cibi, esaltando aromi e profumi autentici. Da Nord a Sud Italia, e anche fuori dai confini nazionali, il focolare è da sempre un elemento che aggrega, che unisce. E ancora oggi lo fa, trasmettendo le stesse calde emozioni di una volta, ma attraverso un variegato panorama gastronomico che caratterizza ogni regione d’Italia.

Ti potrebbe interessare anche:

Cucine a legna: lo slow cooking fa tendenza

Il fuoco in cucina non è più un tabù

Riscaldamento a legna e a pellet: un mercato con ampi margini di crescita

Sette imprenditori fanno il punto sui risultati raggiunti e sulle future sfide del settore del riscaldamento a legna

Un andamento positivo e con ampi margini di crescita, accompagnato da una sempre maggiore consapevolezza da parte del consumatore finale sul fronte della qualità della materia prima, della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica.

Per contro, sussistono ancora delle lacune dal punto di vista della conoscenza delle reali capacità del settore, tuttora sottostimate e vittime di fake news e disinformazione. E’ questo il sentiment generale emerso nel corso dell’ultima edizione di Italia Legno Energia, la manifestazione leader del 2019 per la filiera energetica “dal bosco al camino”, che si è svolta a marzo alla Fiera di Arezzo sotto la regia di Piemmeti Spa (società di Veronafiere, che negli anni pari organizza a Verona Progetto Fuoco, la più importante fiera al mondo nel settore del riscaldamento a biomassa).

Lo stato dell’arte

A fare il punto, in particolare, sullo stato dell’arte del settore del riscaldamento a legna e della produzione di energia con le biomasse agro-forestali sono stati:

  • Domenico Dal Tio, responsabile del settore pellet di La TiEsse (primo produttore e distributore di pellet e tronchetti di legno vergine in Italia);
  • Andrea Ferraro, general sales manager di AMG (gruppo leader a livello mondiale nella produzione di articoli funzionanti a pellet);
  • Nicole Florian, responsabile degli uffici acquisti di Florian group (una delle principali realtà nel mercato del legno in Italia che attraverso Flo.it risponde alla missione dell’ecosostenibilità con una nuova linea di prodotti da combustione);
  • Mario Muraro, titolare e General Manager di Klover srl;
  • Gianni Ragusa, amministratore delegato de La Nordica-Extraflame (da 50 anni leader nel settore del riscaldamento);
  • Sila Ronchiato, responsabile area amministrazione di Ronchiato Gino & C. s.n.c. (società specializzata nella commercializzazione di legna, pellet e tronchetti di legno);
  • Gino Scagnoli, direttore commerciale di Laminox Idro (produttrice di stufe e caldaie a pellet tra le più apprezzate sul mercato).

7 imprenditori, un unico obiettivo: il riscaldamento a legna

Sette imprenditori, ognuno con le proprie specializzazioni, accomunati da un unico obiettivo: presidiare un mercato promettente, sfruttando le opportunità offerte dagli incentivi statali e dal turnover tecnologico, che oggi più che mai è in grado di rispondere alle richieste del mercato, alle esigenze dei clienti e alla sfida ambientale. Sette voci unanimi anche nel sostenere quanto sia decisivo partecipare a fiere di settore, come Progetto Fuoco e Italia Legno Energia, intese come momenti strategici di aggiornamento e di confronto, e quanto sia importante sostenere il lavoro portato avanti dalle Associazioni di categoria, AIEL in testa, sul fronte delle campagne informative e di sensibilizzazione sull’uso del riscaldamento a legna e la produzione di energia.

legna

 

Tra le prime energie rinnovabili: e pochi lo sanno

“La biomassa – ha dichiarato Gianni Ragusaè tra le prime energie rinnovabili; ci sono circa quattro milioni di apparecchi pronti per essere sostituiti; abbiamo un sistema incentivante su cui poter contare. Ciò significa nuovi impianti a regola d’arte, un turnover tecnologico per i prodotti obsoleti e l’incentivazione all’uso di combustibili certificati. Alla luce di questi tre fattori non possiamo che essere ottimisti per il futuro del settore del riscaldamento a legna. Le prospettive sono ottime, ma c’è da lavorare molto sull’informazione e sulla formazione degli operatori del comparto.

Noi ad esempio da 10 anni abbiamo un’academy attraverso cui formiamo almeno 1000 tecnici all’anno a vari livelli. Formiamo i nostri rivenditori anche dal punto di vista commerciale, nel senso che indichiamo le giuste prassi da fare per consigliare il privato nell’acquisto dei nostri prodotti. Tuttavia siamo ancora un po’ vittime di un’informazione che è abbastanza lontana dalla realtà, quindi un lavoro molto importante lo dobbiamo fare anche sulla chiarezza nei confronti dell’utente.

In un mercato come il nostro è giunto il momento di responsabilizzarci e cominciare a ragionare in maniera diversa. Dobbiamo sapere che da soli non andiamo lontano, quindi dobbiamo unirci e dare risposte concrete, come per altro stiamo già facendo con il progetto L’Italia che rinnova, al fine di partecipare ad un’operazione di informazione e formazione capillare che porti alla luce quelle che sono veramente le cose importanti per il settore. Allo stesso tempo dobbiamo continuare sulla strada del miglioramento tecnologico dei nostri prodotti, investendo sulla ricerca e su una maggiore professionalità. Oggi per fare seriamente il nostro lavoro dobbiamo portare un valore aggiunto sul mercato, non solamente legato al design, ma anche alla concretezza del prodotto immesso”.

Un trend positivo, ma un futuro impegnativo

Dello stesso avviso è anche Mario Muraro, secondo il quale: “Il nostro settore sta attraversando un periodo delicato e subisce attacchi continui da parte di chi non ha interesse che si vendano prodotti funzionanti a legna e a pellet. Al tempo stesso, però, ci aiutano gli incentivi per l’acquisto di questi prodotti, a condizione che soddisfino gli ultimi requisiti in termini di efficienza ed emissioni. Vedo quindi un futuro impegnativo, ma sono fiducioso e sicuro che il trend positivo degli ultimi anni continuerà anche per i prossimi”.

Una visione favorevole arriva pure da Andrea Ferraro, che spiega: “Ci sono sicuramente delle prospettive molto positive per il riscaldamento a legna, frutto non solo di una mia discreta conoscenza del mercato, visto che vi opero da 25 anni, ma anche da una valutazione dei miei stessi competitor che testimoniano un andamento buono, soprattutto negli ultimi 2 anni, e che insieme a me vedono degli sviluppi importanti per i prossimi 3/5 anni. Volendo essere un po’ più lungimiranti mi sbilancerei nel dire che vedo positivamente anche il 2030. Mi riferisco al raggiungimento dei limiti imposti che desideriamo raggiungere prima e superare poi. Ciò per dare prima di tutto continuità al nostro settore e poi per dare fiducia ad un mercato che merita di essere attenzionato con più professionalità”.

Variabili di mercato e instabilità dei prezzi

E se Gino Scagnoli parla di un mercato ormai maturo con posizioni che si stanno consolidando, Domenico Dal Tio precisa invece, nel caso del pellet, che si tratta di un mercato sicuramente cresciuto rispetto a 10/12 anni fa, ma ancora difficile da prevedere a causa di diversi aspetti che ne influenzano prezzi, quantità, flussi di materiale: “Il mercato del biocombustibile in Italia è sicuramente più organizzato rispetto a qualche anno fa, ma non così tanto da poter essere facilmente inquadrato. Ci sono troppe variabili ingestibili, a cominciare dalla più importante e imprevedibile, vale a dire il meteo.

Quando le temperature si alzano, i consumi diminuiscono e si creano degli overstock che generano dei cali di prezzo; se abbiamo una serie di inverni freddi consecutivi, si crea la situazione opposta. Una contingenza, quest’ultima, purtroppo sempre più rara. La forte oscillazione tra inverni rigidi e inverni miti vanifica ogni sorta di programmazione e qualsiasi scelta genera o degli overstock o degli shortage di magazzino. Se poi ci aggiungiamo uno scenario legato all’approvvigionamento della materia prima estremamente costoso, è facile capire quanto sia complicato per un produttore italiano come me rimanere su questo mercato. Sappiamo che i produttori tricolore coprono qualche punto percentuale del fabbisogno nazionale ed è estremamente difficile competere con quel 90% di pellet che arriva dall’estero”.  

Il giusto prezzo del riscaldamento a legna

Sotto la lente poi con Nicole Florian il problema del giusto prezzo del pellet, a volte in balia di cattivi commercianti: “Bisogna far comprendere che un prodotto di qualità costa. Una piccola lacuna, comunque, a cui fa fronte un momento di espansione con un mercato che è al 100% in salute”. Sila Ronchiato, infatti, conferma l’aumento di richiesta di pellet, ma ne spiega il motivo tenendo conto del percorso di decarbonizzazione di grosse centrali elettriche messo in atto in diversi paesi europei: “La conversione a pellet di questi grandi impianti, sottrae milioni di tonnellate di prodotto generando una forte domanda di materiale.

È questo uno dei motivi per cui, nel nostro mercato interno, nel corso del 2018, abbiamo registrato un prezzo del combustibile leggermente superiore nonostante l’inverno appena terminato sia stato particolarmente mite. Quanto detto viene confermato dai prezzi attuali del pre-stagionale; il mercato italiano attendeva delle quotazioni di partenza più incisive, vista l’invernata sottotono, ma evidentemente i produttori registrano richieste da parte di altri paesi europei. Ciò nonostante il pellet rimane un combustibile di origine naturale, economico e caratterizzato dalla comodità di impiego, dato che viene bruciato in apparecchi che si possono facilmente programmare”.

Quando la tecnologia rompe con il passato

In quest’ultimo caso, a fare la differenza rispetto al passato, è sicuramente l’avanzamento tecnologico, che ormai consente di raggiungere alti rendimenti, una gestione confortevole e automatizzata e soprattutto bassissimi livelli di emissioni inquinanti.

“Se volessimo semplificare con un intervallo numerico, negli ultimi 5 anni – spiega Gino Scagnoli il livello di emissioni è sceso da 10 a 3. Oggi abbiamo delle caldaie che hanno drasticamente ridotto la diffusione di polveri sottili, perché sono stati messi in pratica degli accorgimenti per migliorare la combustione e ridurre le emissioni inquinanti”. Miglioramenti che Mario Muraro sintetizza nel concetto fondamentale di Ricerca e Sviluppo, parlando delle proprie dinamiche aziendali: “Noi stiamo investendo tantissimo, in termini di risorse umane ed economiche, per avere prodotti sempre più performanti e con emissioni in linea con le più restrittive normative a livello europeo”.

E chiarisce ulteriormente Andrea Ferraro: “Attualmente abbiamo a disposizione degli argomenti reali e tangibili che portano a evidenti risultati, attraverso la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie, per l’ottenimento di macchine performanti. Non si tratta quindi di impianti inquinanti e nocivi per la salute, come quelli installati 20-30 anni fa. Gli apparecchi di nuova generazione sono rispondenti alle moderne esigenze”.

Un chiave di volta per il settore

Un aspetto fondamentale, quello dell’evoluzione, su cui si sofferma anche Domenico Dal Tio, nel sottolineare che si tratta di una vera propria chiave di volta per il settore: “Eliminando i sistemi di riscaldamento vetusti e inefficienti la questione delle emissioni migliora drasticamente. Un problema, tra l’altro, relativo, perché non esiste ad oggi un sistema di riscaldamento che non crei emissioni, tolto il solare e il fotovoltaico. Anzi, va sottolineato che i sistemi di riscaldamento a gas e gasolio sono molto più impattanti a livello ambientale. Inoltre stiamo parlando di fonti non rinnovabili. La differenza tra biomassa e petrolio è proprio questa. Quindi ben venga l’energia green ed ecosostenibile del pellet, però generata con sistemi di combustione moderni”.

Riscaldamento a legna ed energia green

Entra ancora più nel dettaglio Gianni Ragusa: “Oggi per fare seriamente il nostro lavoro dobbiamo portare un valore aggiunto sul mercato che non deve essere solamente legato al design, ma anche alla concretezza del prodotto immesso. Guardando al pellet, ad esempio, l’avvento dell’elettronica ha dato una grossa mano per il controllo sia delle emissioni in quanto polveri che CO2. Mentre per la legna lo sviluppo è dettato da canoni fisici soprattutto, quindi è stato molto più difficile arrivare a certi risultati. Ma analizzando, ad esempio, le prime certificazioni sui livelli di CO2 di uno dei nostri modelli di stufa a legna, ormai da 20 anni sul mercato, si evince con dati alla mano che emetteva valori superiori di almeno 10 volte rispetto ad oggi. Quindi lo forzo e il risultato ottenuti sono decisamente importanti”.

Più efficienza meno inquinamento

Elenca poi punto per punto gli aspetti che il settore sta affrontando a viso aperto per garantire più efficienza e meno inquinamento, fornendo risposte univoche e concrete Sila Ronchiato: “Continuare e stimolare il percorso di sostituzione dei vecchi apparecchi termici che risulta agevolato grazie all’esistenza delle detrazioni fiscali e del Conto Termico 2.0; adoperarci affinché l’installazione della stufa, caminetto o caldaia avvenga in maniera conforme e certificata; sottolineare sempre l’importanza delle manutenzioni periodiche effettuate da tecnici qualificati; aiutare e stimolare l’utilizzatore finale ad impiegare combustibili solidi di alta qualità affidandosi a rivenditori specializzati; ribadire che è fondamentale l’utilizzo di combustibile certificato di qualità”.

Prodotti certificati, e controllati rigorosamente

E qui entra in ballo, ad esempio per il pellet, lo schema di certificazione EN Plus che ne sancisce i parametri qualitativi lungo l’intera filiera di approvvigionamento, dalla selezione della materia prima alla consegna del prodotto all’utente finale. Cosa che sanno molto bene Nicole Florian e Sila Ronchiato. “Credo che l’obiettivo comune dei distributori qualificati, come lo siamo noi – precisa Sila Ronchiato – debba essere quello di fornire un prodotto chiaramente certificato e ancor più di alta qualità. Registriamo infatti consumatori sempre più orientati alla classe A1, sensibili alle prestazioni del prodotto al fine di ottenere una combustione ottimale ed evitare problemi con l’apparecchio. Per questo motivo auspichiamo controlli periodici più frequenti, ed anche non programmati, agli impianti di produzione con l’obiettivo di garantire un pellet dalla qualità costante che l’utilizzatore possa adoperare senza alcun disagio, godendo a pieno dei benefici del calore del legno”.

Oggi – aggiunge Nicole Florian – fortunatamente il cliente finale vuole sicurezza sul materiale che brucia ed ha molta sensibilità sul fronte ecologico. Con l’Enplus A1 c’è una sicurezza maggiore in tal senso. I clienti sono inoltre molto informatici e tecnologici, quindi ricercano il top per il risparmio e per la qualità. E lo Stato ci dà una mano con gli incentivi del Conto Termico”. Agevolazione, quest’ultima, che secondo Gianni Ragusa è il sistema incentivante più interessante in assoluto a livello europeo e che secondo Gino Scagnoli fa presagire delle buone chance di fatturato per i prossimi 2/3 anni.

LE AZIENDE PROTAGONISTE IN PILLOLE

  • Andrea Ferraro – Gruppo AMG Spa: “Con una gamma assolutamente completa di stufe ad aria e acqua rispondiamo a qualsiasi esigenza del cliente, garantendo un’offerta trasversale e dal miglior rapporto qualità-prezzo. I numeri ci danno ragione, perché da 2 anni confermano AMG come primo produttore al mondo di apparecchiature funzionanti a pellet”.
  • Nicole Florian – Florian group: “Il pellet lo facciamo dagli scarti di materiale, perché dall’albero non si butta via niente”.
  • Domenico Dal Tio – La TiEsse: “Lavoriamo su tutto il territorio nazionale, isole comprese, soddisfando i clienti anche nei momenti più critici della stagione invernale. Negli anni abbiamo inoltre diversificato il nostro pacchetto clienti che oggi va dal rivenditore tradizionale alla grande distribuzione organizzata”.
  • Gianni Ragusa – La Nordica-Extraflame: “Nel 2018 abbiamo festeggiato i 50 anni, quindi presidiamo il mercato dal ‘68 seguendone ogni fase di sviluppo/contrazione. Siamo una delle poche aziende che abbracciano a 360° il settore, dal riscaldamento a legna e a pellet alla cottura a legna con le nostre cucine che, pur conservando il design di una volta, oggi sono prodotti a 4 stelle e tecnologicamente avanzati, come la nuova serie Family”.
  • Sila Ronchiato – Ronchiato Gino & C. s.n.c.: “Siamo sempre orientati alla ricerca della qualità. Per quanto riguarda la legna da ardere siamo certificati biomassplus® come produttori in Bosnia e come distributori in Italia. Crediamo fortemente in questo progetto e, cercando di diffondere la cultura della qualità della legna da ardere, promuoviamo questo marchio biomassplus®”.
  • Gino Scagnoli Laminox Idro: “Abbiamo in commercio alcuni prodotti quasi in esclusiva, come Jessica Natural, una stufa a pellet senza elettricità, che alla fiera di Lione in Francia ha ottenuto nel 2016 la Palma d’argento per l’innovazione, e come Butterfly, una stufa a semigassificazione a 5 stelle che ha invece conquistato la palma d’oro”.
  • Mario Muraro Klover: “Il 2018 è stato molto importante, poiché abbiamo sviluppato sistemi innovativi che spaziano dalla combustione all’interazione dell’utente con il prodotto, attraverso WiFi intelligente e robusti automatismi. Quest’anno stiamo lavorando ad un nuovo progetto che rappresenterà la vera evoluzione del nostro prodotto, e che presenteremo alla prossima edizione di Progetto Fuoco”.

Style 180 Plus di Klover

Una storia di imprenditoria di successo

La storia dell’azienda Klover inizia nei primi anni ‘70 a San Bonifacio, nella provincia orientale di Verona, in un contesto territoriale d’antica origine e di grande vitalità economica.

Da piccola impresa artigiana a industria leader

La passione per il lavoro, la forte determinazione e la voglia di crescere, trasmessa di padre in figlio, ha trasformato quella che era una piccola azienda artigiana in un’evoluta realtà imprenditoriale stimata in Italia e nei principali mercati internazionali per qualità e innovazione, valori di solida tradizione familiare.

Klover presenta la nuova thermo stufa Style 180 Plus 

Ecco uno degli ultimi prodotti novità di casa Klover. Presentata durante l’ultima edizione di Italia Legno Energia di Arezzo, la nuova thermo stufa Style 180 Plus è caratterizzata da una porta curva con doppio vetro ceramico per una totale e sicura protezione.

Frontale e serbatoio

Il frontale e il top sono in ghisa garantiscono un’eccezionale robustezza meccanica che la contraddistingue nel mercato. Il serbatoio è a tenuta stagna mentre il coperchio ha l’apertura idraulica.

Bruciatore autopulente

Il bruciatore è autopulente. Grazie alla rotazione parziale ed inversa, in pochi secondi esegue autonomamente la pulizia con uno scarico uniforme dei residui nel vano ceneri. Il sistema anti intasamento dell’aria comburente ed il sistema d’accensione ultra rapido offrono una sicurezza totale.

Tecnologia e innovazione a servizio del consumatore

La Style 180 plus ha i sensori di sicurezza su porta e serbatoio e l’ispezione frontale totale. È dotata di una pannellatura con una speciale sagomatura e i lati sono rivestiti di pregiata maiolica fatta a mano, disponibile in 4 varianti di colore. Il Wi-fi e display touch sono di serie.

Massimo rendimento certificato

Tutte le stufe della serie Style hanno performance uniche nel loro genere. Sono certificate Ecodesign 2022, pertanto ecocompatibili in termini di emissioni inquinanti, efficienza e rendimento.

Troverete tutta la gamma di prodotti Klover alla prossima edizione di Progetto Fuoco 2020. Altre informazioni sul sito ufficiale Klover.

L’evoluzione delle stufe ad accumulo

 

Le stufe ad accumulo in maiolica riconquistano un posto d’onore

Sono le più scelte per il riscaldamento della casa grazie alla costante evoluzione tecnologica

Questi apparecchi, costruiti artigianalmente sul posto, possono oggi adattarsi anche alle esigenze di riscaldamento delle case a basso consumo energetico e alle loro caratteristiche architettoniche, integrandosi perfettamente con gli ambienti che le ospitano, grazie alla libertà espressiva che le nuove tecnologie offrono al fumista costruttore. L’impiego di appositi di programmi di calcolo consente infatti di progettarle e dimensionarle correttamente, modellandole secondo le esigenze funzionali degli spazi abitativi e il gusto del committente.

Rendimenti elevati ed emissioni ridotte

L’evoluzione tecnologica delle camere di combustione caratterizza questi apparecchi per redimenti sempre più elevati ed emissioni ridotte, in linea con i più stringenti limiti previsti dalle normative attuali, ma anche con la propensione ad anticipare quelli di futura introduzione.

Di notevole interesse è anche la possibilità di integrare, nelle stufe ad accumulo, innovativi bruciatori funzionanti a tiraggio naturale, alimentati in modo discontinuo con due cariche al giorno di pellet. Il loro funzionamento permette che un processo di “micro-gassificazione” ordini le fasi di combustione e ottimizzi in modo separato i processi di pirolisi della biomassa e di gassificazione delle braci. I gas così ottenuti possono bruciare in una camera separata, offrendo un rendimento estremamente elevato e minimizzando l’emissione di incombusti.

stufe ad accumulo

Una gestione semplificata

La gestione della stufa ad accumulo, in maiolica o in muratura costruita sul posto, può essere molto semplificata dalla possibilità di automazione. L’utente deve occuparsi solo di caricarla e accenderla correttamente, seguendo le istruzioni del fumista, una o due volte al giorno secondo la necessità. Un affidabile dispositivo di automazione gestisce il corretto afflusso dell’aria fino alla completa combustione della carica, senza che siano necessari ulteriori interventi. La legna brucia in modo ottimale e i prodotti della combustione, percorrendo il giro fumi alla velocità di progetto, cedono il loro calore al sistema di accumulo, costruito con mattoni refrattari e maiolica, che lo rilascerà in modo continuo per le successive 12 o 24 ore, riscaldando piacevolmente gli ambienti ai quali è asservito.

Evoluzione tecnologica per un prodotto su misura

L’evoluzione tecnologica, applicata con passione da artigiani qualificati, consente la costruzione di apparecchi modellati come un abito,” su misura” della casa e del gusto di chi la abita. Oggetti che mantengono un legame con una tradizione costruttiva radicata in un tempo molto lontano, conservandone la memoria, l’essenza. Una evoluzione che dialoga fra ancestralità e futuro, cercando di allontanarsi dalla “costrizione funzionale” delle forme per muoversi verso nuove figure, in una composizione di sagome più flessibile, coniugando armonia, qualità e benessere.

Un calore che penetra sotto la pelle

La presenza di una stufa ad accumulo costruita su misura emana un calore che penetra sotto la pelle, abbellisce la casa, la rende più accogliente e adatta ad apprezzare consapevolmente i momenti di pausa dagli impegni quotidiani accompagnati dal bagliore della fiamma. Troverete tutto il meglio che il mercato offre nel settore delle Stufe ad accumulo al prossimo Progetto Fuoco di Verona.

Per approfondire i percorsi formativi sulle stufe ad accumulo tradizionali o a micro-gassificazione:

www.assocosma.eu
Segreteria Assocosma: 335 7494100
mail segreteria@assocosma.eu

stufe ad accumulo

European Bioenergy Day: per il 2018 l’Italia parte dal 19 novembre

43 giorni di energia pulita per l’Europa nel 2018

Sono i giorni di autosufficienza energetica forniti dalla bioenergia quest’anno

Quest’anno l’energia da biomassa sarà in grado di soddisfare i bisogni energetici dei 28 stati dell’Unione Europea per ben 43 giorni, due in più dell’anno scorso.

L’energia da biomassa è essenziale per il fabbisogno energetico degli stati europei. Bioenergy Europe, suddividendo i dati di consumo energetico nei giorni dell’anno, ha ottenuto risultati conformanti sull’aumento dell’uso delle energie rinnovabili.

  •  293 giorni: dal 1 gennaio al 2 ottobre l’Europa dipende dai combustibili fossili e dall’energia nucleare.
  • 72 giorni: dal 20 ottobre in poi l’Europa si alimenta di energie rinnovabili.
  • 43 giorni: la bioenergia, da sola, contribuisce per ben 43 giorni, dal 19 novembre al 31 dicembre!

Ma quali sono le fonti di bioenergia, e per quanto ognuno di esse contribuisce ai 43 giorni di indipendenza energetica? Secondo i dati di Bioenergy Europe le quattro fonti di bioenergia contribuiscono ognuna come segue:

  • 3 giorni da RSU (Rifiuti Solidi Urbani)
  • 5 giorni da biogas
  • 5 giorni da bioetanolo
  • 30 giorni da biomassa solida legnosa

Il raggiungimento degli obiettivi del 2010

La bioenergia risulta essenziale al raggiungimento degli obiettivi europei per il 2020. E’ questo il traguardo in cui ci si aspetta che la bioenergia contribuisca al raggiungimento del 20% del fabbisogno energetico europeo coperto da energie rinnovabili. Nel 2015 i consumi da bioenergia hanno raggiunto l’equivalente di 111.807 kilotonnellate di carburante, raddoppiando i valori del 2000. Secondo le proiezioni, nel 2020 si dovrebbe raggiungere l’equivalente di 140.000 kilotonnellate di carburante, una crescita del 255 rispetto al 2015.

Il ruolo del legno

Il legno è sempre stato il materiale per eccellenza usato come fonte di energia in Europa. Ma negli ultimi decenni l’innovazione tecnologica ha modificato drasticamente il modo in cui la biomassa legnosa viene utilizzata per produrre energia. grazie alle ricerche di Bioenergy Europe siamo in grado di avere un quadro ben preciso di come il legno contribuisca ai consumi energetici europei. Il settore del riscaldamento domestico occupa ancora una buona fetta del consumo energetico da biomassa legnosa, con una quota del 27%, seguito a ruota dall’industria con impianti oltre 1 megawatt, che si attesta al 22%, e nell’uso di truciolato e scarti legnosi, al 14%. Il consumo di pellet in impianti di ultima generazione sta crescendo velocemente, attestandosi al 6% del consumo totale di energia dal legno. Contrariamente a quello che spesso di pensa, la biomassa legnosa usata a fini energetici proviene da una gestione responsabile ed ecosostenibile della foresta.

Riscaldamento e condizionamento

Il ruolo del riscaldamento e del condizionamento degli ambienti ha ampi margini di miglioramento: rappresentano il 50% dei consumi energetici europei, di cui, al momento, l’82% è coperto dai combustibili fossili. In questo contesto le rinnovabili sono diventate una priorità essenziale per il raggiungimento dell’indipendenza energetica. Al momento, in questo ambito, la bioenergia è la prima energia rinnovabile utilizzata per riscaldamento e condizionamento, con una quota dell’88%, il 16% del totale dei consumi energetici in questo ambito. I margini di miglioramento sono pertanto decisamente ampi!

Il Bioenergy Day

La data simbolica del 19 novembre celebra l’European Bioenergy Day, il giorno in cui l’Europa si libera della dipendenza energetica dai combustibili fossili e può sostenersi confidando esclusivamente sulla Bioenergia. I risultati del 2018 sono stupefacenti se si guarda indietro alla situazione del 2000. A quel tempo la bioenergia forniva solamente 18 giorni di energia pulita e rinnovabile all’anno all’Europa. Da quella data sono stati fatti grandi passi: sono stati creati posti di lavoro ed opportunità economiche, un europeo su due che lavora nell’ambito delle rinnovabili è impiegato nel settore delle bioenergie, parliamo di 500.000 posti di lavoro, l’equivalente del settore farmaceutico! Al contempo la bioenergia aiuta a ridurre la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili: solo nel 2015 ha permesso di risparmiare 32 milioni di euro in importazioni di carburante.

Ma c’è ancora molto da fare. In Italia 2 impianti per il riscaldamento a biomassa legnosa su 10 sono tecnologicamente obsoleti e andrebbero rimpiazzati con impianti ad alta efficienza.

La campagna per l’istituzione dell’European Bioenergy Day è guidata da Bioenergy Europe, e sostenuta in Italia da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali). La giornata ha lo scopo di sensibilizzare ed informare  i cittadini, e tutti gli attori del settore energetico, su ruolo spesso poco riconosciuto che la bioenergia ricopre nel panorama energetico europeo. Secondo Bioenergy Europe, entro il 2030 l’European Bioenergy Day potrebbe attestarsi ai primi di ottobre, raggiungendo il traguardo del 32% di fabbisogno energetico coperto dalle rinnovabili. Siamo convinti che la bioenergia sia molto più di una fonte di energia, è anche un percorso affidabile verso una transizione più veloce verso l’indipendenza dai combustibili fossili.

*Fonte dati Bioenergy Europe

* Progetto Fuoco sostiene l’European Bioenergy Day

Alter Ego di Caminetti Montegrappa, la rivoluzione delle stufe a pellet

La tecnica al servizio dell’estetica

Il sistema brevettato Plug In e il design unico danno vita ad una stufa a pellet mai vista prima

Design accattivante, tecnologie avanzate e ottime prestazioni energetiche: sono queste le caratteristiche di Alter Ego, la nuova stufa di Caminetti Montegrappa, azienda storica nata nel 1976 alle pendici del Monte Grappa, in provincia di Vicenza.

Alter Ego rappresenta la rivoluzione del mondo del pellet grazie all’innovativa tecnologia brevettata Plug In: il sistema split system, cuore di Plug In, è composto da due unità collegate tra loro, una frontale tonda ed armoniosa, e l’altra composta da un innovativo vano tecnico posteriore.

Mai come ora, l’estetica è libera di esplorare nuovi mondi e la tecnica di trovare nuove soluzioni.

Libero da vincoli tecnici, il design dà vita ad una nuova bellezza: Alter Ego è accattivante e senza eguali, mentre le sue dimensioni compatte garantiscono il minimo ingombro della stufa, rendendola adatta anche a piccoli ambienti. La parte superiore è decorata con un elegante gioco di rilievi, dalle linee morbide e sinuose. La grande porta frontale, invece, garantisce un’ampia visione del fuoco: 180 gradi di puro fascino e di calda luce, che creano un’immediata sensazione di benessere e un’atmosfera rilassante.
Il pannello posto dietro il corpo centrale rotondo è completamente personalizzabile. Alter Ego si adatta così a tutti gli stili, a tutte le esigenze, a tutte le mille sfumature dell’io.

8 kW di pura potenza

Grazie alla doppia ventilazione- laterale e superiore- e all’irraggiamento termico, permettono di diffondere il calore in maniera uniforme e costante. Il serbatoio da 20 kg consente un’autonomia di lunga durata, mentre il sistema di doppia chiusura garantisce una maggiore sicurezza. Alter Ego è dotato di un radiocomando touch screen retroilluminato.

La camera di combustione è costruita in ghisa, materiale che garantisce elevate prestazioni e un’eccellente conduzione termica. Inoltre, Alter Ego è dotato di un bruciatore cilindrico profondo, lo scarico fumi integrato può essere anche coassiale, ideale per gli edifici passivi e piccoli ambienti.

La tecnologia Plug In di Alter Ego è avanzata e l’installazione è facile quanto quella delle comuni stufe a pellet: la procedura di prima accensione effettuata da un tecnico non è obbligatoria, grazie ai test effettuati su ogni singolo prodotto a fine linea produttiva.

La ricerca dei migliori materiali e delle tecnologie più evolute nel mondo del riscaldamento

Si tratta di un elemento fondamentale nella strategia aziendale di Caminetti Montegrappa. Alter Ego è il risultato di tale ricerca: il connubio tra le forme armoniose, le migliori prestazioni energetiche e l’innovazione del brevetto Plug In creano un prodotto unico, progettato per chi ricerca sempre l’eccellenza.

Tutte le informazioni tecniche su Alter Ego sul sito di Caminetti Montegrappa e su PF Magazine