Ore 14.30 – 16.30 Sala Workshop Aiel – Padiglione 3

GESTIONE E TRACCIABILITA’ DEI FLUSSI DI BIOMASSA LEGNOSA

Introduzione

L’uso di energia da fonti rinnovabili costituisce una delle linee d’azione per la riduzione del consumo di combustibili di origine fossile e delle emissioni di gas serra associate, quale mezzo di contrasto alla crisi climatica in atto. In tale quadro e con riferimento al contesto italiano, le biomasse solide -e in particolare le biomasse legnose- costituiscono una componente di primo piano, rappresentando già la prima fonte rinnovabile italiana di energia termica.

L’impiego delle biomasse legnose, in particolare di origine forestale, si pone pertanto in piena coerenza con le politiche di de-carbonizzazione in essere, nell’ambito degli impegni internazionali ed europei di riduzione delle emissioni di gas serra, per il raggiungimento di un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2030. Ciò è anche in coerenza con la logica di promozione di nuovi impieghi di materie prime rinnovabili nell’ambito della Strategia Europea e della Strategia Nazionale per la bio-economia. La mobilizzazione delle risorse legnose, in ossequio a un approccio a cascata, costituisce anche un possibile strumento per lo sviluppo socioeconomico delle aree interne e montane, nonché per la promozione di una gestione attiva e responsabile delle risorse forestali.

A fronte di simili opportunità e potenzialità, tuttavia è innegabile esistano anche possibili elementi di rischio, in particolare legati all’origine, alla qualità e all’uso corretto delle biomasse legnose. Nonostante l’espansione forestale pressoché continua vissuta dal nostro Paese negli ultimi settant’anni, i prelievi legnosi interni si sono progressivamente ridotti, così che, tanto per il legno da opera quanto per le biomasse a uso energetico, si riscontra una significativa dipendenza dalle importazioni, anche da paesi nei quali possano essere presenti pratiche di gestione delle risorse non del tutto sostenibili o manifestamente irregolari. A ciò si accompagnano considerazioni relative alla qualità delle biomasse (legna da ardere, cippato e pellet), associate alle caratteristiche delle materie prime e dei processi di produzione, con -infine- ripercussioni sulle prestazioni energetiche e sulla natura e qualità delle emissioni e dei residui di combustione.

Tenendo conto di questo quadro articolato di componenti e fattori in gioco, il seminario, mira a fornire elementi conoscitivi finalizzati a consentire una maggiore familiarità con il mondo delle biomasse legnose a fini energetici, mettendo in luce le potenzialità e le possibili criticità associate all’uso delle stesse, nonché evidenziando gli strumenti, le buone pratiche e le iniziative in essere per assicurare un

uso corretto delle biomasse legnose e promuovere conseguentemente comportamenti con impatti positivi sulle risorse naturali, la qualità dell’aria/ambiente e il benessere delle comunità.

PROGRAMMA

Il seminario si terrà dalle 14.30 alle 17.00 presso la sede indicata in testa.

Il programma si articolerà in quattro parti principali (sotto-moduli):

MOD 1: Introduzione al progetto Prepair

MOD 2: Descrizione di un quadro aggiornato relativo ai flussi di offerta e ai consumi di biomasse

legnose a fini energetici nell’intero Bacino Padano;

MOD 3: Introduzione a strumenti per la verifica dell’origine delle biomasse legnose,

– Il Regolamento (EU) 995/2010, per la verifica della legalità d’origine del materiale-

– la-certificazione forestale e di catena di custodia per garantire la tracciabilità del materiale;

MOD4 : Elementi innovativi per la gestione della biomasse forestali (il software Heureka e il protocollo

di tracciabilità Proforbiomed)

Docenti

Domenico Vito,Antonio Ballarin Denti – FLA, Fondazione Lombardia Ambiente

Mauro Masiero e Nicola Andrighetto – FLA e Dipartimento Tesaf dell’Università di Padova

IL PROGETTO PREPAIR

Il Bacino del Po rappresenta un’area di criticità per la qualità dell’aria, con superamenti dei valori limite fissati dall’Unione Europea per polveri fini, ossidi di azoto ed ozono. Questa zona interessa il territorio delle regioni del nord Italia ed include città metropolitane quali Milano, Bologna e Torino. L’area è densamente popolata ed intensamente industrializzata. Tonnellate di ossidi di azoto, polveri e ammoniaca sono emesse ogni anno in atmosfera da un’ampia varietà di sorgenti inquinanti legate soprattutto al traffico, al riscaldamento domestico, all’industria, alla produzione di energia ed all’agricoltura. L’ammoniaca, principalmente emessa dalle attività agricole e zootecniche, contribuisce in modo sostanziale alla formazione di polveri secondarie, che costituiscono una frazione molto significativa delle polveri totali in atmosfera.

A causa delle condizioni meteo climatiche e delle caratteristiche morfologiche del Bacino, che impediscono il rimescolamento dell’atmosfera, le concentrazioni di fondo del particolato, nel periodo invernale, sono spesso elevate.

Per migliorare la qualità dell’aria nel Bacino padano, dal 2005, le Regioni hanno sottoscritto Accordi di programma in cui si individuano azioni coordinate e omogenee per limitare le emissioni derivanti dalle attività più emissive.

Il progetto PREPAIR mira ad implementare le misure, previste dai piani regionali e dall’Accordo di Bacino padano del 2013, su scala più ampia ed a rafforzarne la sostenibilità e la durabilità dei risultati: il progetto coinvolge infatti non solo le Regioni della valle del Po e le sue principali città, ma anche la Slovenia, per la sua contiguità territoriale lungo il bacino nord adriatico e per le sue caratteristiche simili a livello emissivo e meteoclimatico.

Le azioni di progetto riguardano i settori più emissivi: agricoltura, combustione di biomasse per uso domestico, trasporto di merci e persone, consumi energetici e lo sviluppo di strumenti comuni per il monitoraggio delle emissioni e per la valutazione della qualità dell’aria su tutta l’area di progetto.

DURATA

Dall’1 febbraio 2017 al 31 gennaio 2024.

BUDGET COMPLESSIVO

A disposizione 17 milioni di euro da investire nell’arco di 7 anni: 10 quelli in arrivo dall’Europa.

FONDI COMPLEMENTARI

PREPAIR è un progetto LIFE integrato: oltre 850 milioni di euro provenienti dai fondi strutturali (risorse regionali e nazionali dei diversi partner) per azioni complementari che hanno ricadute sulla qualità dell’aria.

PARTNER

Il progetto coinvolge 17 partner ed è coordinato dalla Regione Emilia Romagna – Direzione

Generale Cura del Territorio e dell’Ambie

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