Conto Termico

Green New deal ed energia rinnovabile dal legno

Calano i consumi energetici, ma aumentano quelli da fonti rinnovabili 

Se ne è parlato a Progetto Fuoco, durante il convegno “Green New Deal ed energia rinnovabile dal legno” indetto da AIEL, Piemmeti SpA, Ministero dell’Ambiente e Progetto PrepAIR.

Le buone notizie

Notizie positive sulla diffusione delle energie rinnovabili sono giunte da Paolo Liberatoreresponsabile ufficio statistica del GSE (Gestore Servizi Energetici, SpA controllata dal Ministero dell’Economia): circa il 20% dei consumi di energia termica nel nostro Paese è coperto da fonti energetiche rinnovabili. I consumi di energia da biomassa si attestano intorno al 70% dei consumi complessivi da fonti rinnovabili nel settore termico e al 30-35% dei consumi complessivi di energia da FER. Questo incremento è dovuto anche alla diffusione del Conto termico che riconosce un incentivo economico fino al 65% della spesa per gli interventi di sostituzione di vecchi apparecchi con nuove tecnologie. Negli ultimi tre anni infatti, circa il 60% degli interventi richiesti in Conto termico riguarda la sostituzione di caldaie e stufe a biomasse e assorbe circa il 50% degli incentivi riconosciuti.

Green New deal
Green New deal

I dati: incentivi e risultati

Sono state 67.000 le richieste di incentivo pari a 288,5 milioni di euro riconosciuti nel 2019 all’interno del Conto Termico, per sostituire i vecchi impianti e andati soprattutto a Lombardia, Veneto e Piemonte. Entro il 2030 l’Italia ha in programma una drastica revisione del parco energetico costituito da 9 milioni di generatori, il 70% dei quali ha più di 10 anni. Se infatti le stufe a pellet (il 22% del biocombustibile) in Italia appartengono alle ultime generazioni, per gli apparecchi da riscaldamento a legna sono attivi impianti anche molto datati e che bruciano il 77% del biocombustibile, come ha spiegato Valter Francescato direttore tecnico AIEL nel convegno moderato da Fabio Romeo del Ministero dell’Ambiente- settore Inquinamento atmosferico. A livello di bio – consumi in Italia il 72,3% riguarda la legna, il 19,2% il pellet e l’8,5% il cippato; mentre i consumi per tipologia di apparecchi vedono al primo posto le caldaie a legna, seguite da camini chiusi, stufe a legna e cucine a legna.

Silvia Pillon dell’ARPAV Veneto ha preso in esame i risultati di 23.000 interviste effettuate nel 2019 nel solo bacino padano per il progetto PrepAIR finanziato dall’Unione Europea: emerge che una famiglia su 5 usa la legna per riscaldarsi o per cucinare, che un milione sono le stufe a legna in uso e 480.000 a pellet. Il pellet è più diffuso in Lombardia, mentre i caminetti tradizionali in Emilia. Nelle regioni del nord la legna è soprattutto auto prodotta e la manutenzione è costante.

Riccardo De Lauretis dell’ISPRA (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale) ha fornito le stime sulle emissioni: il gas serra è in calo mentre aumentano le polveri sottili.

Green New deal

Leggi la notizia in inglese sul nuovo numero bilingue di PF Magazine.

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