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ITALIA LEGNO ENERGIA – Scopri le novità della 4°edizione

Fiera di Arezzo – 4-6 febbraio 2021

1.Nuovi spazi espositivi.

Italia Legno Energia si arricchirà di nuovi spazi espositivi, di nuova costruzione, per soddisfare le richieste degli espositori e proporre un evento sempre più in linea con le esigenze di business e visibilità delle aziende.

2.Campagna di comunicazione.

Sempre di più Piemmeti rappresenta il principale driver di visibilità e promozione per le imprese del settore della biomassa. Per Italia Legno Energia è prevista un’imponente campagna di comunicazione nazionale a sostegno delle ragioni del legno.

3.Contatti

Solo ad Italia Legno Energia puoi incontrare in tre giorni 20.000 tra rivenditori, importatori, tecnici, installatori e progettisti interessati all’energia dal legno.Non rimanere ai margini del mercato perdendo l’opportunità di vivere questi tre giorni da protagonista!

www.italialegnoenergia.it

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Piemmeti: a Progetto Fuoco 2020 prove tecniche per future alleanze Italia-Spagna che guardano all’America Latina.

Gettate le basi per una nuova sinergia con la fiera Expobiomasa e l’associazione Avebiom

Un roadshow extraeuropeo per promuovere un settore decisivo per il futuro energetico del pianeta, puntando su un mercato in crescita, come quello dell’America Latina. E’ questo l’intento dichiarato dalla dirigenza di Piemmeti, che si prepara ad allargare ulteriormente il proprio raggio d’azione scommettendo su una futura alleanza italo-spagnola.

Nel corso della 12esima edizione di Progetto Fuoco (19-22 febbraio, fiera di Verona), infatti, il direttore generale di Piemmeti, Raul Barbieri, assieme al coordinatore di AIEL Marino Berton, ha incontrato il direttore di Expobiomasa, Jorge Herrero, e il presidente di Avebiom, Pablo Rodero Masdemont, per gettare le basi di una nuova possibile sinergia tra il salone scaligero leader mondiale nel settore degli impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione della legna e la ‘sorella minore’ spagnola che si svolge ogni anno a Valladolid. Un tandem che vede in corsa anche l’italiana Aiel – Associazione italiana energia agroforestali (partner tecnico di Progetto Fuoco) e l’omonima associazione iberica Avebiom.

“Dopo 12 edizioni di Progetto Fuocoha dichiarato il direttore generale di Piemmeti, Raul Barbieri e i risultati record raggiunti quest’anno con 800 espositori arrivati da ogni latitudine, abbiamo deciso di allargare ulteriormente i nostri orizzonti non solo per continuare a crescere e garantire al settore della biomassa una piattaforma di riferimento a livello globale, ma anche per rafforzare la componente business. Ciò significa che, accanto alla nostra comprovata esperienza nel portare in Italia i più importanti produttori a livello internazionale, è giunto il momento di esportare il nostro know how e arrivare direttamente nei principali mercati di riferimento e in quelli emergenti con azioni mirate di promozione, informazione e formazione. Non a caso abbiamo deciso di scommettere su nuove possibili sinergie e su paesi dal forte potenziale di sviluppo, a partire dall’unione con  Expobiomasa e dall’America Latina, che auspichiamo possano portare a ulteriori alleanze per il futuro”.        

Biomasse e polveri sottili

Per migliorare la qualità dell’aria il futuro passa dalle energie rinnovabili non dal petrolio.

Durante ogni stagione termica l’inquinamento atmosferico diventa il tema centrale di un acceso dibattito. Gli elevati livelli di polveri sottili nell’aria, complici le condizioni di alta pressione e assenza di vento così tipiche della Pianura Padana, richiamano provvedimenti di limitazione del traffico. Quest’anno fino ai diesel euro 6, come è stato il caso di Roma. Ma anche il riscaldamento a biomassa legnosa, legna e pellet, è stato additato da più parti come principale responsabile dell’emergenza smog. È necessario però fare chiarezza ed evitare di diffondere informazioni distorte o parziali che non propongono soluzioni concrete e credibili. Opinionisti, ricercatori del mondo scientifico o portatori di interessi si sono espressi in modo categorico citando dati ed esprimendo opinioni incomplete e talvolta fuorvianti sulla connessione tra biomasse e polveri sottili.

Si è detto, infatti, che negli ultimi anni c’è stato un aumento dei consumi di legna e pellet.

Non è così. L’ultimo Rapporto Statistico GSE[1] attesta che negli ultimi 6 anni il consumo di legna e pellet nel settore residenziale è rimasto sostanzialmente stabile e a livello regionale una indagine di Arpa Veneto[2] del 2013 ha registrato un calo dei consumi di legna rispetto al 2006 di ben 260.000 tonnellate. Chi afferma il contrario è evidentemente disinformato. 

Anche il numero di generatori a legna e pellet si dice abbia visto un vero e proprio boom. 

Anche in questo caso si tratta di un dato inesatto. I dati dell’Osservatorio AIEL attestano come il numero dei generatori sia addirittura in leggero calo. Si passa da 9,4 milioni di generatori nel 2014 a 9,1 nel 2018. Anche a livello regionale si conferma questo trend. Arpa Lombardia ha rilevato che nell’arco di 8 anni ,dal 2008 al 2015, i generatori sono rimasti intorno alle 600.000 unità. Arpa Veneto ha rilevato solo un lieve incremento dell’1% dal 2006 al 2013 (672.000).

La qualità dell’aria è peggiorata in questi ultimi anni?

No, anzi. Lo dice l’Agenzia Europea per l’ambiente che attesta come negli ultimi 30 anni ci sia stato un generale miglioramento della qualità dell’aria. Nella città di Milano, ad esempio, nel 2005 i giorni oltre i limiti consentiti furono 152, mentre nel 2019 sono stati solo 72; nelle serie storiche il picco massimo nel capoluogo lombardo fu di 309 microgrammi/metro cubo nel 2002 contro i 107 del 2019 (dati Arpa Lombardia[3]). Certo ci sono stati periodi critici in quest’inverno appena trascorso. Ma la serie di provvedimenti degli ultimi anni hanno avuto la meglio nel dimostrare un generale miglioramento della qualità dell’aria.

Sono state adottate infatti misure strutturali, e non emergenziali, in molte regioni ed in particolare in quelle del Bacino padano, che hanno sancito per legge di non poter utilizzare generatori fino a 2 stelle[4] a partire dal 2018 e fino a 3 stelle a partire dal 1° gennaio di quest’anno: si tratta di almeno 1 milione di generatori che, considerati tecnologicamente obsoleti e inquinanti per quanto riguarda i livelli di polveri sottili, che sono stati spenti per legge! In questo modo si contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e il consumatore, dal canto suo, può orientare la propria scelta verso gli oltre 2.600 modelli di generatori più virtuosi a 4 e 5 stelle classificati nell’ambito della certificazione ariaPulita®[5].

Ma chi controlla che queste norme vengano rispettate?

AIEL chiede da anni che siano previsti rigorosi controlli. I limiti di utilizzo per le classi qualitative di apparecchi a biomasse meno virtuose devono essere rispettati. Devono inoltre essere implementati i catasti regionali degli impianti termici. Attraverso i catasti è possibile anche garantire le periodiche manutenzioni agli apparecchi per assicurarne i livelli ottimali di funzionamento.

In questo modo si contribuisce anche a rendere più responsabile l’utente finale. E’ lui che, con l’utilizzo quotidiano del generatore, svolge un ruolo determinante nel mantenere minimi i livelli di emissione e la correlazione tra biomasse e polveri sottili. Su questi temi nel 2018 AIEL ha sottoscritto un Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Ambiente.

biomasse e polveri sottili

La quota di emissioni imputabile alla combustione di biomasse legnose è aumentata?

No, anche questa affermazione non è corretta. Le rilevazioni di Arpa Lombardia danno evidenza che dal 2010 al 2015 le emissioni di PM dalla combustione di biomasse in Regione sono diminuite di circa il 30%. Anche un’indagine condotta da Arpa Veneto ha confermato una riduzione del 20% delle PM prodotte da legna e pellet dal 2006 al 2013. Questo grazie al turnover tecnologico. Ovvero alla sostituzione dei vecchi apparecchi a biomasse con generatori, sempre a legna e pellet, ma più performanti dal punto di vista tecnico-ambientale. 

Questo dato è sufficiente per garantire al 40% della popolazione italiana che vive nel bacino padano di respirare un’aria pulita?

No, bisogna fare molto di più sia sul fronte della mobilità sostenibile sia sul fronte del riscaldamento domestico. Bisogna accelerre la transizione dai combustibili fossili a tutte le fonti rinnovabili. E il settore del riscaldamento domestico a biomasse si è fatto parte diligente nei confronti del problema. Si è investito molto in ricerca e innovazione tecnologica per rendere sempre più efficienti gli apparecchi e ridurne le emissioni.

I risultati ottenuti sono stati oggetto di una ricerca da parte di Altroconsumo, prestigiosa rivista del mondo consumeristico, che ha effettuato prove di laboratorio indipendenti su apparecchi a legna e pellet a 4 stelle con cicli di funzionamento reale, incluso accensione e spegnimento, dimostrando come le emissioni di polveri da parte dei generatori a legna e pellet si riducono da 4 a 8 volte rispetto ai fattori di emissione utilizzati dall’inventario ufficiale Inemar, ovvero i livelli di emissione medi del parco installato.

Bisogna quindi togliere gli incentivi al settore del riscaldamento a biomasse?

Se vogliamo migliorare la qualità dell’aria bisogna fare esattamente il contrario. È necessario intensificare l’impegno a incentivare la sostituzione dei vecchi e obsoleti apparecchi a legna e pellet. I nuovi e moderni generatori che garantiscono elevati livelli di efficienza energetica e basse emissioni di polveri.

La soluzione quindi è il GPL al posto delle biomasse?

E come? Con l’incentivo Conto Termico. E i primi risultati sono già apprezzabili. Nel 2017, a fronte di poco più di 23.400 interventi di sostituzione incentivati, è stato possibile ottenere una riduzione pari a 1.100 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 80.000 tonnellate annue di CO2 equivalente (Gse, 2018) [6]. Nel 2018, a fronte di un raddoppio degli interventi di sostituzione (pari a poco più di 46.000) è ragionevole affermare un raddoppio anche dei benefici ambientali derivanti. Ovvero una mancata emissione in atmosfera di 2.200 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 160.000 tonnellate annue di CO2equivalente. 

AIEL, Associazione Italia Energie Agroforestali, sostiene, infine che sia fondamentale che tutti gli incentivi alle biomasse legnose siano finalizzati esclusivamente ai generatori di qualità con alti rendimenti e basse emissioni, come già previsto dall’Accordo interministeriale sottoscritto a giugno 2019 nel corso del Clean Air Dialogue.

biomasse e polveri sottili

I rappresentanti del mondo petrolifero dicono che la soluzione alternativa alle biomasse legnose sia il GPL. Il Gas di Petrolio Liquefatto viene descritto come pulito e a zero polveri. Fingono di dimenticare che i principali responsabili del cambiamento climatico a scala planetaria sono proprio i combustibili di origine fossile, che emettono il principale gas climalterante che è la CO2. Per ogni megawattora di energia primaria prodotta, il gasolio emette in atmosfera 326 kg di CO2 equivalente, il GPL 270 kg di CO2 equivalente, il metano 250 kg di CO2 equivalente, il pellet solo 29 kg di CO2 equivalente, la legna da ardere 25 kg di CO2equivalente[7]. Anche molti altri Paesi Ue vanno in direzione diametralmente opposta a quella delle fonti fossili. Il Governo austriaco ha recentemente deciso di vietare l’installazione di caldaie a gasolio nelle nuove costruzioni. Anche la Norvegia ha proibito l’uso di gasolio e cherosene per il riscaldamento degli edifici (fonte: Bioenergy Europe).


[1] GSE Rapporto Statistico 2018 pubblicato nel dicembre 2019 – https://www.gse.it/documenti_site/Documenti GSE/Rapporti statistici/GSE – Rapporto Statistico FER 2018.pdf

[2] INDAGINE SUL CONSUMO DOMESTICO DI BIOMASSE LEGNOSE IN VENETO. Risultati dell’indagine campionaria e stima delle emissioni in atmosfera (2015). https://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/aria/file-e-allegati/Consumi%20domestici%20legna%20in%20Veneto_1.0.pdf

[3] ARPA Agenzia Regionale della Lombardia per la Protezione dell’Ambiente

[4] Certificazione ambientale dei generatori di calore alimentati a biomasse combustibili solide prevista dal  Decreto 7 novembre 2017 n. 186 del Ministero Ambiente, che classifica le prestazioni degli apparecchi in 5 classi di qualità da 1 a 5 stelle. 

[5] www.certificazioneariapulita.it

[6] https://www.gse.it/documenti_site/Documenti%20GSE/Rapporti%20delle%20attivit%C3%A0/GSE_RA2017.pdf

[7] I fattori di emissione LCA citati tengono conto del consumo di tutte le risorse lungo l’intero ciclo di vita della rispettiva fonte di energia. I fattori sono espressi in  kg CO2eq per MWh di energia finale. I fattori sono stati calcolati dall’ Università di Stoccarda (Institut für Energiewirtschaft und Rationelle Energieanwendung, IER), utilizzando il database GEMIS (Global Emissions Model for integrated Systems) Versione 4.95.

Biomasse, polveri sottili. Per migliorare la qualità dell’aria il futuro passa dalle energie rinnovabili, non dal petrolio

BIOMASSE, POLVERI SOTTILI

PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’ARIA IL FUTURO PASSA DALLE ENERGIE RINNOVABILI, NON DAL PETROLIO

L’inquinamento atmosferico è in questi giorni al centro del dibattito e gli elevati livelli di polveri sottili nell’aria, complice l’alta pressione e l’assenza di vento, hanno richiamato provvedimenti di limitazione del traffico fino ai diesel euro 6, come a Roma. Ma anche il riscaldamento a biomassa legnosa, legna e pellet, è stato additato da più parti come principale responsabile dell’emergenza smog.

È necessario però fare chiarezza ed evitare di diffondere informazioni distorte o parziali che non propongono soluzioni concrete e credibili.

In questi giorni opinionisti, ricercatori dal mondo scientifico o portatori di interessi, si sono espressi in modo categorico citando dati ed esprimendo opinioni incomplete e talvolta fuorvianti.

Si cita, infatti, da più parti che negli ultimi anni c’è stato un aumento dei consumi di legna e pellet.

Non è così. L’ultimo Rapporto Statistico GSE1 attesta che negli ultimi 6 anni il consumo di legna e pellet nel settore residenziale è rimasto sostanzialmente stabile e a livello regionale una indagine di Arpa Veneto2 del 2013 ha registrato un calo dei consumi di legna rispetto al 2006 di ben 260.000 tonnellate. Chi afferma il contrario è evidentemente disinformato.

Da alcune parti si parla di un boom nell’aumento del numero di generatori a legna e pellet.

Anche in questo caso si tratta di un dato inesatto. I dati dell’Osservatorio AIEL attestano come il numero dei generatori sia addirittura in leggero calo passando da 9,4 milioni di generatori nel 2014 a 9,1 nel 2018.

Anche a livello regionale si conferma questo trend, Arpa Lombardia ha rilevato che nell’arco di 8 anni dal 2008 al 2015 i generatori sono rimasti intorno alle 600.000 unità, mentre Arpa Veneto ha rilevato solo un lieve incremento dell’1% dal 2006 al 2013 (672.000).

La qualità dell’aria è peggiorata in questi ultimi anni?

No, anzi. Lo dice l’Agenzia Europea per l’ambiente che attesta negli ultimi 30 anni un generale miglioramento della qualità dell’aria. Ad esempio nella città di Milano nel 2005 i giorni oltre i limiti consentiti furono 152, mentre nel 2019 sono stati solo 72. Nelle serie storiche il picco massimo nel capoluogo lombardo fu di 309 microgrammi/metro cubo nel 2002 contro i 107 del 2019 (dati Arpa Lombardia3).

Certo la situazione di questi giorni è critica ma la serie di provvedimenti degli ultimi anni sta dimostrando un generale miglioramento della qualità dell’aria.

Sono state adottate infatti misure strutturali, e non emergenziali, in molte regioni ed in particolare in quelle del bacino padano, che hanno sancito per legge di non poter utilizzare generatori a 2 stelle4 a partire dal 2018 e a 3 stelle a partire dal 1° gennaio di quest’anno, stiamo parlando di almeno 1 milione di generatori solo nel Bacino Padano! In questo modo si contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e orienta i consumatori a scegliere tra i ben oltre 2.600 modelli di generatori più virtuosi a 4 e 5 stelle nell’ambito della certificazione ariaPulita.

Ma chi controlla che queste norme vengano rispettate?

AIEL chiede da anni che siano previsti rigorosi controlli affinché i limiti di utilizzo per le classi qualitative di apparecchi a biomasse meno virtuose vengano rispettati e vengano implementati i catasti regionali degli impianti termici attraverso i quali è possibile anche garantire le periodiche manutenzioni agli apparecchi per assicurarne i livelli ottimali di funzionamento. In questo modo si contribuisce anche a rendere più responsabile l’utente finale che, con l’utilizzo quotidiano del generatore, svolge un ruolo determinante nel mantenere minimi i livelli di emissione. Su questi temi abbiamo sottoscritto un Protocollo con il Ministero dell’Ambiente nel 2018.

La quota di emissioni imputabile alla combustione di biomasse legnose è aumentata?

No, anche questa affermazione non è corretta. Le rilevazioni di Arpa Lombardia danno evidenza che dal 2010 al 2015 le emissioni di PM dalla combustione di biomasse in Regione Lombardia sono diminuite di circa il 30%. Anche una indagine condotta da Arpa Veneto ha confermato una riduzione del 20% delle PM prodotte da legna e pellet dal 2006 al 2013. Questo grazie al “turnover tecnologico”, ovvero alla sostituzione dei vecchi apparecchi con generatori sempre a biomasse ma più performanti dal punto di vista tecnico‐ambientale.

Questo dato è sufficiente per garantire al 40% della popolazione italiana che vive nel bacino padano di respirare un’aria pulita?

No, bisogna fare molto di più sia sul fronte della mobilità sostenibile sia sul fronte del riscaldamento domestico accelerando la transizione dai combustibili fossili a tutte le fonti rinnovabili. E il settore del riscaldamento domestico a biomasse si è fatto parte diligente nei confronti del problema investendo in ricerca e innovazione tecnologica per rendere sempre più efficienti gli apparecchi e ridurne le emissioni. I risultati ottenuti sono stati oggetto di una ricerca da parte di Altroconsumo, prestigiosa rivista del mondo consumeristico, che ha effettuato prove di laboratorio indipendenti su apparecchi a legna e pellet a 4 stelle con cicli di funzionamento reale, incluso accensione e spegnimento, dimostrando come le emissioni di polveri da parte dei generatori a legna e pellet si riducono da 4 a 8 volte rispetto ai fattori di emissione utilizzati dall’inventario ufficiale Inemar, ovvero i livelli di emissione medi del parco installato.

Bisogna quindi togliere gli incentivi al settore del riscaldamento a biomasse?

Se vogliamo migliorare la qualità dell’aria bisogna fare esattamente il contrario. È necessario intensificare l’impegno a incentivare la sostituzione dei vecchi e obsoleti apparecchi a legna e pellet con nuovi e moderni generatori che garantiscono elevati livelli di efficienza energetica e basse emissioni di polveri. E come? Con l’incentivo Conto Termico. E i primi risultati sono già apprezzabili. Nel 2017, a fronte di poco più di 23.400 interventi di sostituzione incentivati, è stato possibile ottenere una riduzione pari a 1.100 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 80.000 tonnellate annue di CO2 equivalente (Gse, 2018). Nel 2018, a fronte di un raddoppio degli interventi di sostituzione (pari a poco più di 46.000) è ragionevole affermare un raddoppio anche dei benefici ambientali derivanti, ossia una mancata emissione in atmosfera di 2.200 tonnellate annue di particolato (PM) e di circa 160.000 tonnellate annue di CO2 equivalente.

AIEL, Associazione Italia Energie Agroforestali, sostiene, infine che sia fondamentale che tutti gli incentivi alle biomasse legnose siano finalizzati esclusivamente ai generatori di qualità con alti rendimenti e basse emissioni, come già previsto dall’Accordo interministeriale sottoscritto a giugno 2019 nel corso del Clean Air Dialogue.

La soluzione quindi è il GPL al posto delle biomasse?

I rappresentanti del mondo petrolifero dicono che la soluzione, alternativa alle biomasse legnose, sia il GPL, ovvero il Gas di Petrolio Liquefatto in quanto pulito a zero polveri, ma fingono di dimenticare che i principali responsabili del cambiamento climatico a scala planetaria sono proprio i combustibili di origine fossile che emettono il principale gas climalterante che è la CO2. Per ogni megawattora di energia primaria prodotta, il gasolio emette in atmosfera 326 kg di CO2 equivalente, il GPL 270 kg di CO2 equivalente, il metano 250 kg di CO2 equivalente, il pellet solo 29 kg di CO2 equivalente, la legna da ardere 25 kg di CO2 equivalente.

Anche i nostri vicini europei vanno in direzione diametralmente opposta a quella delle fonti fossili. Il Governo austriaco ha recentemente deciso di vietare l’installazione di caldaie a gasolio nelle nuove costruzioni.

Principali novità nel quadro normativo degli impianti a biomasse

Principali novità nel quadro normativo degli impianti a biomasse

Workshop organizzato da AIEL, con il patrocinio del CTI

Progetto Fuoco – Verona, 19/02/2020 presso Pad. 3 – Area workshop stand AIEL

Inizio alle ore 14.00, fine lavori ore 17.00


PRESENTAZIONE

Il seminario è rivolto agli installatori-manutentori, ai progettisti, ai costruttori di generatori di calore e agli operatori del settore rinnovabili.

Il quadro normativo, di interesse per gli impianti a biomasse, è particolarmente dinamico. Siamo in una fase di intensa riforma e revisione di molte norme, che incideranno in modo rilevante sullo sviluppo del mercato.

La prima parte, dopo alcune considerazioni introduttive inerenti alla stesura e l’applicazione delle norme, restituirà una panoramica sull’attuale sviluppo del quadro normativo, con riferimento sia alle attività dei gruppi consultivi sia a quelle delle commissioni tecniche del CTI.

Nella seconda parte ci sarà un focus su quattro norme tecniche di particolare interesse per il settore biomasse, di recente pubblicazione o in fase di pubblicazione.

Nella terza parte ci sarà un intervento di Regione Lombardia che presenterà la nuova Deliberazione della Giunta Regionale che introduce importanti novità nelle disposizioni per l’esercizio, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici a biomasse.   

PROGRAMMA

scarica gli atti 

Introduzione e moderazione

Antonio Panvini, Direttore Generale CTI

Sviluppo della normativa tecnica del settore biomasse

Dario Molinari, project leader del CTI

UNI 10389-2 – Misurazioni in opera delle emissioni

Giovanni Raimondini, coordinatore CT 252

UNI 10683 – verifica, installazione, controllo e manutenzione di impianti fino a 35 kW

Gianni Santarossa, componente del Tavolo Tecnico GAD di AIEL

UNI 8065 – Trattamento dell’acqua negli impianti per la climatizzazione e produzione di ACS

Mauro Braga, coordinatore CT 253

UNI 10412 – Sicurezza idronica impianti termici

Gianluigi Codemo, AIEL – Dipartimento Tecnico Normativo (DTN)

Nuove disposizioni per l’esercizio, il controllo, la manutenzione e le ispezioni degli impianti termici a biomasse in Regione Lombardia

Gian Luca Gurrieri | Unità Organizzativa Clima e qualità dell’aria di Regione Lombardia

Question time

Granulebox

Dalla Francia il sistema che cambia lo stoccaggio del pellet

Un nuovo concetto di stoccaggio del pellet

«Dopo alcuni mesi di utilizzo della stufa a pellet, abbiamo scoperto che nessuna soluzione di stoccaggio per sacchi a pellet soddisfaceva le nostre esigenze, quindi abbiamo iniziato a pensare di proporne noi una, innovativa». A dirlo sono i due fratelli francesi che hanno brevettato Granulebox, una delle startup in gara a Give Me Fire – Progetto Fuoco European Startup Award. L’appuntamento con la manifestazione che mette in gara le migliori startup del settore è previsto dal 19 al 22 febbraio 2020, nell’ambito della dodicesima edizione di Progetto Fuoco, che si terrà anche in questa occasione a Verona Fiere. Progetto Fuoco promuove Give Me Fire insieme a Blum, società specializzata nella comunicazione dell’innovazione, in collaborazione con Aiel – Associazione Italiana Energie Agroforestali.

Un sistema rivoluzionario

Granulebox punta a rivoluzionare il sistema di stoccaggio dei pellet di legno, il cui design è pensato per essere posizionato accanto alla stufa. Prodotto dall’azienda francese Bores Associes, ha una capacità di 55 chilogrammi e un’autonomia di circa otto giorni. La sua struttura è di acciaio spesso e resina epossidica, attrezzata con un vetro temperato di 4 millimetri per ridurre il rischio di incidenti. Depositare il pellet nelle vicinanze di una stufa in funzione completa l’asciugatura del legno, aumentando così l’efficienza della stufa stessa. A Granulebox si accompagnano alcuni accessori come una paletta dalla capacità di un chilogrammo, prodotta da una stampante 3D, e un filtro per la polvere. È inoltre possibile personalizzare la parte frontale di Granulebox con un design a scelta. «Per noi, il pellet di stoccaggio doveva essere pratico con una grande capacità di stoccaggio – spiegano i fondatori – e un design in modo che si adattasse meglio alla decorazione interna, durevole come elaborato con materiali di fascia alta, funzionale per facilitare il caricamento della stufa a pellet e fabbricato in Francia».

Progetto Bosco, la nuova area tematica di Progetto Fuoco 2020

Progetto Bosco 2020 – l’area dedicata all’energia della foresta

Nell’ambito di Progetto Fuoco – Veronafiere 19-22 febbraio 2020

Esposizione – Dimostrazioni – Workshop

Nell’area esterna antistante i padiglioni espositivi la nuova area tematica di Progetto Fuoco dedicata al bosco e alla meccanizzazione forestale.

Il bosco è fondamentale per il settore del riscaldamento a biomasse legnose

Il bosco è il pilastro portante di tutta la filiera legno-energia. Senza di questo, la seconda parte della filiera, quella legata al riscaldamento e alla produzione energetica dalle biomasse legnose, non potrebbe esistere.

Perché a Progetto Fuoco?

Progetto Fuoco, con i suoi 800 espositori e oltre 70.000 visitatori attesi, è l’evento internazionale più importante del settore e si presta come palcoscenico ottimale per evidenziare il ruolo chiave della foresta per l’intero settore e accrescere la consapevolezza degli operatori e dei consumatori. AIEL, partner tecnico della fiera, curerà i contenuti tecnici di “Progetto Bosco”.

Energia della Foresta

Un allestimento scenografico evidenzierà il forte legame tra le foreste italiane e l’energia dal legno. L’esposizione dedicata alla meccanizzazione forestale con prove e dimostrazioni e un programma di workshop e seminari tecnici formativi ed informativi per aiutare i visitatori a conoscere il bosco italiano.

L’innovazione e la tecnologia

Un’esposizione di oltre 5.000 mq espositivi dedicati alla meccanizzazione forestale.
Attrezzature e impianti per la trasformazione, il confezionamento e lo stoccaggio del legno in combustibile “verde” (legna da ardere, cippato e pellet): sarà possibile vedere, anche in funzione, decine di macchine tra cippatori professionali e industriali, centri per la produzione di legna da ardere, macchine taglia-spaccalegna, segherie mobili, teleferiche forestali e macchine dedicate all’esbosco del legname.

I benefici della filiera corta

Racconteremo con seminari e workshop i numeri del bosco e i suoi collegamenti la filiera legno-energia; i benefici socio-economici e ambientali legati alla gestione sostenibile delle foreste.
Parleremo di bosco italiano, operatori del bosco, cambiamenti climatici, prodotti e biocombustibili legnosi ed energia dal legno.

PARTECIPARE

Informazioni
Piemmeti SpA – Monica Pontarin
info@piemmetispa.com; m.pontarin@piemmetispa.com
Tel. +39 049 8753730

 

Progetto Bosco

Nasce il “Repertorio 2020/2022 delle aziende del settore del riscaldamento a biomassa”

Uscirà a febbraio, in occasione di Progetto Fuoco

Sarà il primo “Repertorio 2020/2022 delle aziende del settore del riscaldamento  a biomassa

Il più completo database internazionale delle aziende che operano nel settore del riscaldamento e della produzione di energia attraverso la combustione di legna uscirà in occasione di Progetto Fuoco, in programma dal 19 al 22 febbraio 2020 a Veronafiere.

1.000 aziende, 350 pagine, 48 classi merceologiche sono i numeri di questo nuovo strumento di lavoro, redatto in italiano, inglese, francese e tedesco.

Distribuito in 10.000 copie

Il Repertorio verrà stampato in 10.000 copie e verrà venduto in Fiera agli operatori e on-line su www.progettofuoco.com, distribuito in Fiera ad espositori, delegazioni di operatori stranieri, autorità e rappresentanti delle Istituzioni ma soprattutto inviato in modo mirato a studi di progettazione italiani e stranieri, importatori e distributori stranieri, buyers della grande distribuzione e distribuito a operatori durante le presenze all’estero di Progetto Fuoco.

TOP Aziende: massima visibilità all’eccellenza

Nelle prime pagine del Repertorio, una sezione denominata “TOP Aziende” ospiterà in due pagine italiano/inglese il profilo delle aziende che vorranno emergere e presentarsi in modo più approfondito.

Clicca qui per prenotare la doppia pagina italiano/inglese da inserire nella sezione “TOP Aziende”

 

FRÖLING: caldaie a pellet e cippato a 5 stelle

In anteprima mondiale a Progetto Fuoco: FRÖLING mod. PE1c, caldaia a “5” Stelle!

La Caldaia a pellet PE1c a condensazione in acciaio INOX con elettrofiltro integrato 16 / 22 kW

La caldaia a condensazione a pellet PE1c Pellet di nuova concezione è dotata di serie di un innovativo sistema di condensazione. In spazi ridottissimi, questa nuova tecnologia assicura rendimenti ancora più elevati e un funzionamento economico ed estremamente silenzioso. Inoltre, la nuova PE1c Pellet è caratterizzata da un comfort elevato, emissioni contenute e consumi elettrici ridotti.

Approfondisci per controllare tutte le INFORMAZIONI TECNICHE del prodotto.

Froling

FRÖLING mod. T4e, caldaia a cippato a  “5” Stelle con elettrofiltro integrato 20 – 250 kW

Comoda, compatta, economica e sicura. La nuova T4e della ditta Froling soddisfa tutte le esigenze. Grazie al funzionamento completamente automatico “intelligente” questa caldaia consente una combustione efficiente sia del cippato sia dei pellet.

La camera di combustione in carburo di silicio permette alla T4e di raggiungere rendimenti elevati (fino al 93,7%) con emissioni minime. L’uso, studiato nei minimi dettagli, di azionamenti a risparmio energetico garantisce consumi elettrici estremamente bassi.

Grazie alla struttura modulare e alle dimensioni compatte, la T4e Froling è particolarmente facile da introdurre e installare. Alla consegna, la caldaia è completamente assemblata, dotata di collegamenti elettrici e testata.

Nello sviluppo della T4e si è posta la massima attenzione a efficienza energetica, durata e stabilità. Durante il funzionamento, la T4e consuma pochissima energia mantenendo bassi i costi operativi. Ciò è efficacemente comprovato anche dalla certificazione EnergieGenie.

Approfondisci per controllare tutte le INFORMAZIONI TECNICHE del prodotto.

Potrete trovare la ditta Froling a Progetto Fuoco Pad. 3   Stand D-3

Froling srl
Via J. Ressel 2H
I-39100 Bolzano (BZ)

Telefono: +39 0471 060460
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Thermorossi: le anteprime di Progetto Fuoco

Thermorossi, 50 anni di riscaldamento sostenibile

Sorta in una provincia ricca di tradizione metalmeccanica e aperta alle più innovative tecnologie, Thermorossi opera con successo da oltre 50 anni nel settore dei riscaldamento fino a diventare, oggi, una tra le più affermate ed avanzate industrie europee nella produzione di stufe, termocucine e caldaie. I prodotti sono sottoposti a rigorosi test da parte di enti autonomi preposti a valutarne caratteristiche costruttive, rendimenti e livelli delle emissioni, nonché la qualità del processo produttivo. Ogni fase di lavorazione, dal taglio al laser, alla piegatura, dalla saldatura robotizzata all’assemblaggio, è parte integrante del patrimonio aziendale. Thermorossi si avvale delle più moderne tecniche di produzione e tutti i prodotti sono conformi alle più severe normative europee.

Troverete i prodotti novità di Thermorossi alla prossima edizione di Progetto Fuoco, al Padiglione 7, Stand C-5

Bellavista Square

Thermorossi

Thermorossi dimostra continuamente la propria attenzione a percorrere nuove vie, con tecniche innovative e un design straordinario in grado di aprire nuovi segmenti di mercato. Bellavista Square: stufa a pellet dal design unico ed inconfondibile, ideale come soluzione a penisola per separare due ambienti grazie al vetro panoramico che garantisce una visione del fuoco a 270°.

Pop stufa a pellet

Thermorossi

Siete amanti della musica e sognate un look glamour? Ecco a Voi Pop: la stufa a pellet in soli 46 cm di diametro, fatevi conquistare dalla sua personalità e dai preziosi dettagli che la rendono irresistibilmente attraente. Perfetta per una collocazione ad angolo, grazie all’uscita fumi centrale in asse con la stufa. Top in ghisa e fianchi in acciaio. Disponibile anche in versione ermetica.

Compact Slim caldaia a pellet

Thermorossi

Caldaia a pellet salvaspazio, grazie alla sua ridotta profondità (solo 40 cm) e agli attacchi idraulici superiori può essere accostata al muro. Ideale per tutti coloro che hanno problemi di spazio e necessitano di elevate potenze. Interfacciata con l’accumulo a stratificazione brevettato Flat 250 assicura la migliore configurazione all’impianto, produce acqua calda sanitaria sfruttando al meglio gli spazi a disposizione. Dotata di serie dell’innovativo bruciatore motorizzato con tecnologia brevettata PELLETPOWER® mantiene il rendimento costante nell’arco dell’intera giornata senza interruzioni. Nessun spreco di combustibile, rapido ammortamento dell’investimento, facilità di pulizia perché i residui della combustione vengono rimossi ai lati e raccolti nel cassetto cenere.

Margherita cucina a legna

Thermorossi

Libera la tua fantasia in cucina grazie all’ingegnoso dispositivo brevettato «PANEPIZZA».  Un’unica grande porta racchiude due forni indipendenti: gestisci come vuoi il calore, il forno superiore è in grado di sfruttare temperature più alte grazie ad un giro fumi dedicato.  Entrambi i forni hanno la base in pietra ollare e termometro dedicato. Acqua, lievito e farina e si compie una piccola magia in casa. Tre ingredienti apparentemente molto semplici, danno origine a qualcosa di incredibilmente speciale e profumato, che unisce tutta la famiglia.

Per ulteriori informazioni su Thermorossi visitate il sito web aziendale www.thermorossi.it