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Cucine a legna: lo slow cooking fa tendenza

Non solo per cucinare cibi sani

Le cucine a legna scaldano come una stufa, arredano casa con stile e rispettano l’ambiente

Realizzare appetitose pietanze unendo al gusto il piacere di riscaldare casa e di arredarla con stile e rispettando l’ambiente. Per tutti coloro che ricercano questa formula ideale ecco la cucina a legna, perfetta sintesi tra gusto, calore, design ed efficienza energetica. Bella da vedere e anche eco-sostenibile, è ideale per preparare cibi sani e rendere la propria abitazione calda e accogliente.

Non solo cucina, ma fonte di calore

Come una stufa, la cucina a legna diffonde calore in modo omogeneo e con un’elevata resa termica grazie ai rivestimenti realizzati con i migliori materiali conduttori di calore (ghisa, acciaio, maiolica e ceramica). Cuoce i cibi lentamente e per molte ore esaltandone e preservandone proprietà e caratteristiche. Non solo. La cucina economica segue le tendenze del momento in fatto di cotture e di arredamento e utilizza una fonte di energia rinnovabile, il legno.

Un combustibile economico ed ecologico

Un combustibile, quest’ultimo, che oltre a essere naturale al 100%, è anche il più economico se si guarda ai sistemi maggiormente diffusi (metano, gasolio, carbone). Non a caso è usato dall’uomo sin dall’antichità e oggi è stato riscoperto in tutto il suo valore. Sì, perché se da un lato lo scoppiettio del fuoco rievoca, anche inconsciamente, sensazioni primordiali, dall’altro consente di tornare ad una cucina essenziale, fatta di tradizioni, usi e ricette spesso perduti.

cucina a legna

Slow cooking contro la frenesia dei tempi moderni

Lo sanno bene gli amanti dello slow cooking che alla vita frenetica preferiscono la convivialità della tavola e del focolare domestico, dove riscoprire sapori antichi. Dolci rustici, arrosti e pasticci, brasati, risotti e salse, oppure zuppe e stufati, che siano piatti semplici o elaborati, con le cucine economiche si può cuocere quasi tutto, basta rispettarne i giusti tempi perché, si sa, quella a legna è una cottura lenta, spesso di lunghe ore. In tal senso, gioca un ruolo strategico la temperatura, diversa ma costante e più o meno intensa in base alla ricetta. Ottenerla è molto semplice: basta posizionare la pentola nei diversi anelli estraibili presenti nel piano di ghisa radiante e il gioco è fatto.

Per un calore più vigoroso meglio stare al centro, per un calore più diffuso e meno intenso l’ideale è sui lati degli anelli. La variabile grandezza del braciere della cucina assicura poi una maggiore autonomia energetica, che significa più “infornate” di cibi con la stessa carica di legna.

Economicità e performance

Oggi di cucine economiche in commercio ce ne tante, alcune davvero performanti, in grado di garantire risultati perfetti pure ai meno esperti. Certo, occorre puntare sulla qualità della materia prima e su un’attrezzatura adeguata, a partire dalla pentola (in terracotta, in rame, in ghisa smaltata, in acciaio inox o in pietra ollare); ma la voglia di cimentarsi ai fornelli per dare ai cibi una cottura omogenea e saporita non è più un’ambizione per pochi. Non a caso sono sempre di più i semplici appassionati che si approcciano alla cucina a legna, consapevoli dei benefici che la cottura a bassa temperatura apporta agli alimenti in fatto di gusto e morbidezza. Il tutto senza dimenticare i vantaggi in termini di risparmio economico ed energetico, dato che le nuove cucine riducono sempre più le emissioni di CO2 (purché la biomassa legnosa provenga da una gestione forestale sostenibile e certificata), e un maggiore rendimento in termini di investimento per il consumatore.

Business a chilometro zero

Orientarsi su pellet e legna per cucinare e scaldarsi è quindi la soluzione più costruttiva, in quanto in linea con le politiche europee di lotta ai cambiamenti climatici, ma anche perché l’uso dei combustibili legnosi riduce la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, creando occasioni di business per le imprese del territorio e più posti di lavoro lungo la filiera foresta-legno-energia.

Troverete tutto il meglio delle cucine a legna alla prossima edizione di Progetto Fuoco, nella sezione “Progetto Cuoco

E’ uscito il n.4 di PF Magazine

È uscito il numero 4 della rivista “PF Magazine”, la prima rivista dedicata a tutti i prodotti che utilizzano l’energia del legno: si parla di stufe, caminetti, cucine e caldaie funzionati a legna e pellet. Si parla dell’energia del legno.

Si rivolge al canale distributivo (rivenditori, ferramente, show-room, commercio edile, grande distribuzione) con l’obiettivo di costituire una strumento di informazione, conoscenza e supporto alla vendita.

Il settore delle stufe, dei caminetti e, più in generale, dell’energia dal legno, caratterizzato da un sistema distributivo fortemente diversificato ed assai capillare, manca di un prodotto editoriale specifico. PF Magazine si propone per colmare questo vuoto.

I principali temi trattati del numero 4 riguardano

  • Il punto sul settore del pellet con interviste ai più importanti produttori e importatori
  • Intervista a Gianni Ragusa, patron de La Nordica/Extraflame
  • Torna Italia Legno Energia ad Arezzo, dal 22 al 24 marzo 2019: tutte le cose da sapere
  • Risparmiare con il pellet
  • Il protocollo di intesa AIEL con Ministero Ambiente: una pietra miliare per il futuro della filiera legno-energia
  • I prodotti in mostra nell’area dedicata al riscaldamento sostenibile durante l’ultima Fiera del Levante
  • Cucine a legna: lo slow cooking fa tendenza
  • EcoHouse: un nuovo eventi di Piemmeti
  • Le buone pratiche: i consigli di Anfus per usare un camino o una stufa in efficienza e sicurezza
  • Nuovi prodotti dalle aziende

Sfoglia qui la rivista

European Bioenergy Day: per il 2018 l’Italia parte dal 19 novembre

43 giorni di energia pulita per l’Europa nel 2018

Sono i giorni di autosufficienza energetica forniti dalla bioenergia quest’anno

Quest’anno l’energia da biomassa sarà in grado di soddisfare i bisogni energetici dei 28 stati dell’Unione Europea per ben 43 giorni, due in più dell’anno scorso.

L’energia da biomassa è essenziale per il fabbisogno energetico degli stati europei. Bioenergy Europe, suddividendo i dati di consumo energetico nei giorni dell’anno, ha ottenuto risultati conformanti sull’aumento dell’uso delle energie rinnovabili.

  •  293 giorni: dal 1 gennaio al 2 ottobre l’Europa dipende dai combustibili fossili e dall’energia nucleare.
  • 72 giorni: dal 20 ottobre in poi l’Europa si alimenta di energie rinnovabili.
  • 43 giorni: la bioenergia, da sola, contribuisce per ben 43 giorni, dal 19 novembre al 31 dicembre!

Ma quali sono le fonti di bioenergia, e per quanto ognuno di esse contribuisce ai 43 giorni di indipendenza energetica? Secondo i dati di Bioenergy Europe le quattro fonti di bioenergia contribuiscono ognuna come segue:

  • 3 giorni da RSU (Rifiuti Solidi Urbani)
  • 5 giorni da biogas
  • 5 giorni da bioetanolo
  • 30 giorni da biomassa solida legnosa

Il raggiungimento degli obiettivi del 2010

La bioenergia risulta essenziale al raggiungimento degli obiettivi europei per il 2020. E’ questo il traguardo in cui ci si aspetta che la bioenergia contribuisca al raggiungimento del 20% del fabbisogno energetico europeo coperto da energie rinnovabili. Nel 2015 i consumi da bioenergia hanno raggiunto l’equivalente di 111.807 kilotonnellate di carburante, raddoppiando i valori del 2000. Secondo le proiezioni, nel 2020 si dovrebbe raggiungere l’equivalente di 140.000 kilotonnellate di carburante, una crescita del 255 rispetto al 2015.

Il ruolo del legno

Il legno è sempre stato il materiale per eccellenza usato come fonte di energia in Europa. Ma negli ultimi decenni l’innovazione tecnologica ha modificato drasticamente il modo in cui la biomassa legnosa viene utilizzata per produrre energia. grazie alle ricerche di Bioenergy Europe siamo in grado di avere un quadro ben preciso di come il legno contribuisca ai consumi energetici europei. Il settore del riscaldamento domestico occupa ancora una buona fetta del consumo energetico da biomassa legnosa, con una quota del 27%, seguito a ruota dall’industria con impianti oltre 1 megawatt, che si attesta al 22%, e nell’uso di truciolato e scarti legnosi, al 14%. Il consumo di pellet in impianti di ultima generazione sta crescendo velocemente, attestandosi al 6% del consumo totale di energia dal legno. Contrariamente a quello che spesso di pensa, la biomassa legnosa usata a fini energetici proviene da una gestione responsabile ed ecosostenibile della foresta.

Riscaldamento e condizionamento

Il ruolo del riscaldamento e del condizionamento degli ambienti ha ampi margini di miglioramento: rappresentano il 50% dei consumi energetici europei, di cui, al momento, l’82% è coperto dai combustibili fossili. In questo contesto le rinnovabili sono diventate una priorità essenziale per il raggiungimento dell’indipendenza energetica. Al momento, in questo ambito, la bioenergia è la prima energia rinnovabile utilizzata per riscaldamento e condizionamento, con una quota dell’88%, il 16% del totale dei consumi energetici in questo ambito. I margini di miglioramento sono pertanto decisamente ampi!

Il Bioenergy Day

La data simbolica del 19 novembre celebra l’European Bioenergy Day, il giorno in cui l’Europa si libera della dipendenza energetica dai combustibili fossili e può sostenersi confidando esclusivamente sulla Bioenergia. I risultati del 2018 sono stupefacenti se si guarda indietro alla situazione del 2000. A quel tempo la bioenergia forniva solamente 18 giorni di energia pulita e rinnovabile all’anno all’Europa. Da quella data sono stati fatti grandi passi: sono stati creati posti di lavoro ed opportunità economiche, un europeo su due che lavora nell’ambito delle rinnovabili è impiegato nel settore delle bioenergie, parliamo di 500.000 posti di lavoro, l’equivalente del settore farmaceutico! Al contempo la bioenergia aiuta a ridurre la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili: solo nel 2015 ha permesso di risparmiare 32 milioni di euro in importazioni di carburante.

Ma c’è ancora molto da fare. In Italia 2 impianti per il riscaldamento a biomassa legnosa su 10 sono tecnologicamente obsoleti e andrebbero rimpiazzati con impianti ad alta efficienza.

La campagna per l’istituzione dell’European Bioenergy Day è guidata da Bioenergy Europe, e sostenuta in Italia da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali). La giornata ha lo scopo di sensibilizzare ed informare  i cittadini, e tutti gli attori del settore energetico, su ruolo spesso poco riconosciuto che la bioenergia ricopre nel panorama energetico europeo. Secondo Bioenergy Europe, entro il 2030 l’European Bioenergy Day potrebbe attestarsi ai primi di ottobre, raggiungendo il traguardo del 32% di fabbisogno energetico coperto dalle rinnovabili. Siamo convinti che la bioenergia sia molto più di una fonte di energia, è anche un percorso affidabile verso una transizione più veloce verso l’indipendenza dai combustibili fossili.

*Fonte dati Bioenergy Europe

* Progetto Fuoco sostiene l’European Bioenergy Day