Energia da biomassa
A cura del Dott. Stefano Grigolato - Dipartimento Te.S.A.F. (Università degli Studi di Padova)
Cos’è?
Tra le principali fonti energetiche rinnovabili, la biomassa riveste un ruolo esclusivo perché rappresenta una forma di accumulo di energia solare ampliamente distribuita sulla terra che può essere usata, direttamente o indirettamente attraverso alcuni processi di trasformazione, come biocombustibile per la produzione di energia termica o elettrica.
Da punto di vista biologico per biomassa si intende tutto il materiale prodotto ed esistente all’interno di un sistema ecologico, ossia il totale delle sostanze cellulari delle piante, animali e microrganismi.
Si può quindi definire la biomassa come sostanza organica che deriva direttamente o indirettamente dalla fotosintesi clorofilliana.
Secondo il Decreto Legislativo 387/03 si indente materiale biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.
A livello nazionale emerge una disponibilità complessiva di biomasse che potrebbe coprire fino al 14% della domanda energetica interna. Il raggiungimento di questo obiettivo è ancora distante, sia perché la tecnologia è ancora in fase di sviluppo e collaudo, sia perché il loro sfruttamento, in certi contesti, può risultare non conveniente dal punto di vista energetico ed economico
Perché sono importanti le biomasse?
L’interesse mondiale rivolto alle biomasse si basa sulle seguenti motivazioni:
• la loro combustione o degradazione presenta emissioni neutrali nei confronti dell’aumento di anidride carbonica in atmosfera.
• presentano una distribuzione omogenea su tutto il pianeta
• possono essere raccolte in prossimità dei centri di conversione energetica
• hanno un elevato potenziale per la produzione di energia pulita e conveniente
• contribuiscono allo sviluppo delle zone rurali
• i biocombustibili derivabili possono essere economici rispetto allo sfruttamento di combustibili fossili importati
Le principali fonti di biomassa a fini energetici
• Biomasse di origine forestale e residui delle industrie di prima trasformazione del legno: residui provenienti dalle utilizzazioni forestali, residui della lavorazione del legno non trattato, potature del verde urbano
• Biomasse di origine agricola e residui delle industrie agro-alimentari: produzioni legnose (salice, pioppo, robinia, eucalipto) o erbacee (miscanto, sorgo, cardo, canna) da coltivazioni dedicate, produzioni di piante oleaginose (girasole, colza, etc.), produzione di piante zuccherine (barbabietola da zucchero, sorgo zuccherino, etc.), residui delle potature, residui delle industrie agro-alimentari (sansa)
• Biomasse da rifiuti urbani: componente biodegradabile dei rifiuti urbani e industriali opportunamente selezionati.
Conversione in energia
La possibilità di sfruttare le biomasse come fonte energetica avviene attraverso una serie di processi che vanno dalla semplice combustione delle biomasse ligno-cellulosiche alla esterificazione degli oli per la produzione di biodiesel.
I processi di conversione in energia delle biomasse possono essere ricondotti in due principali categorie:
Questi processi hanno lo scopo di rendere la biomassa direttamente utilizzabile nei cicli di produzione di energia.
Trattamenti per un uso diretto nella produzione di energia
Con semplici pre–trattamenti o trattamenti (per lo più meccanici), alcune biomasse, in particolar modo quelle ligno-cellusoiche, possono essere trasformate direttamente in biocombustibili, pronti i processi di conversione termochimica:
- essiccazione – trattamento rivolto a diminuire il contenuto d’acqua al fine di incrementare il potere calorifico del legno. L’essiccazione può essere naturale o forzata
- cippatura – consiste nella riduzione in scaglie del materiale legno. Questo processo di trasformazione avviene tramite azione meccanica di uno strumento a martelli o a coltelli. Il prodotto finale è il cippato, classificabile (biocombustibile solido legnoso)
- pelletizzazione (o densificazione) - processo che consiste nella essiccazione di materiale legnoso seguita da una sminuzzatura in piccole scaglie, quasi polvere, e successivamente compressione in piccoli cilindri. Il prodotto è chiamato pellets o briquette (biocombustibile solido legnoso)
Ottenere energia termica dalle biomasse
Il principale sistema di conversione energetica della biomassa è la combustione. Questo processo di conversione è usato per produrre energia termica che può essere direttamente usata per riscaldare oppure essere utilizzata in impianti termo-elettrici per la produzione di energia elettrica.
L’energia termica ricavabile dalle biomasse può essere ottenuta attraverso la combustione delle stesse biomasse (opportunamente pretrattate – essiccazione, cippatura, ecc.) oppure attraverso la combustione dei prodotti (biocombustibili) ottenuti dai diversi processi di conversione termo-chimici e biochimici.
Vantaggi
• ampiamente disponibile
• rappresenta una risorsa locale, pulita e rinnovabile.
• non contribuisce all’effetto serra
• è facilmente convertibile in combustibili ad alto potere energetico
• può sfruttare le zone inutilizzate dall’agricoltura e creare occupazione nelle comunità rurali
• quantità limitata di zolfo, riducendo così la produzione di piogge acide
Svantaggi
• la combustione della biomassa può essere efficiente e pulita se si fa uso di tecnologie moderne e adatte. Per ottenere alta qualità e buon rendimento, è necessario l’utilizzo di moderne caldaie
• ancora poca programmazione a livello nazionale e regionale
• mercato ancora non adeguato allo sviluppo del settore
• l’opinione pubblica non è ancora informata correttamente







